Seoul, salvati dalla ‘baby box’ del rev. Lee oltre 1.500 neonati non voluti

Il pastore della chiesa di Joosarang: “Insieme ai bimbi, abbandonate lettere con storie strazianti”. Fin dalla sua istituzione, la struttura è stata fonte di controversie. Dalla revisione della legge sull'adozione, nel 2012, impennata nel numero di neonati accolti. La proposta del reverendo per tutelare mamme e figli dopo gravidanze indesiderate.


Seoul (AsiaNews) – Dal 2009, anno della sua costruzione, sono 1.526 i neonati abbandonati e salvati dalla “baby box” della Joosarang Community Church, nel sud di Seoul. La piccola struttura, attrezzata per accogliere i bambini non voluti, è stata la prima del suo genere in Corea del Sud, Paese dove la popolazione ha uno dei tassi di crescita più bassi al mondo.

La maggior parte delle mamme che vi lasciano i bambini sono donne che hanno portato avanti una gravidanza fuori dal matrimonio o dopo aver subito una violenza sessuale. In più del 50% dei casi, sono ragazze 20enni o, sempre più spesso, giovani adolescenti. “Le mamme di solito lasciano una lettera che racconta storie strazianti e risolute promesse di ritorno, un giorno. Esse vivono per lo più in circostanze disperate, senza un posto dove andare e nessuno a cui rivolgersi”, afferma il pastore Lee Jong-rak (foto), 64 anni, all’agenzia sudcoreana Yonhap.

Dopo un'indagine di polizia e procedure amministrative, i bambini vengono accolti in un orfanotrofio o in una casa famiglia. Fin dalla sua istituzione, la “baby box” è stata però fonte di controversie: i critici sostengono che essa incoraggi le persone a prendere la via più semplice per fuggire dalle responsabilità genitoriali. Per anni, il governo ne ha chiesto la rimozione, dicendo a Lee che rischiava accuse penali per concorso e favoreggiamento dell'abbandono di neonati.

Il pastore si rifiuta di installare telecamere di sicurezza e cancella le impronte digitali lasciate sulla struttura, per impedire che i genitori vengano fermati e puniti. Ma l'apertura della botola fa scattare una campana all'interno della chiesa. Lee, o un membro della comunità, si precipita fuori e tenta di dissuadere i genitori. “Circa il 95% di loro – dichiara il pastore – ha avuto almeno un breve colloquio con me e circa 17 hanno cambiato idea”. La chiesa si prende cura dei bambini fino a sei mesi. Le mamme single che decidono di crescere il proprio figlio ricevono varie forme di sostegno, compresi sussidi finanziari e servizi di consulenza.

Dalla revisione della legge sull'adozione, nel 2012, i volontari della chiesa di Joosarang registrano un'impennata nel numero di neonati abbandonati. Nel 2011, questi erano 22; il dato è poi salito a 79 nel 2012, a 220 nel 2013 ed infine a 248 nel 2014. Ai sensi della Legge speciale sull'adozione, è obbligatorio che i genitori registrino i loro bambini con i loro nomi, se vogliono farli adottare.

Lo scorso anno, per tutelare mamme e bambini in caso di gravidanze indesiderate, il pastore Lee ha presentato al parlamento una proposta di legge che consente alle donne di partorire in segreto. Secondo la mozione – in attesa del parere dell’Assemblea nazionale –, le mamme che desiderano partorire in modo anonimo potranno consegnare il loro neonato allo Stato mantenendo la loro identità in documenti sigillati presso un'agenzia statale. I bambini avranno il diritto di conoscere l'identità dei genitori biologici, compiuti i 16 anni e dopo l'approvazione di un tribunale.

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