Pene da 14 a 20 anni per i 15 "terroristi" di Andijan

Riconosciuti colpevoli di aver organizzato un golpe islamico. Per la comunità internazionale si tratta di un processo "ingiusto". E Putin riceve a Mosca il presidente Karimov.


Tashkent (AsiaNews/Agenzie) – L'Alta Corte uzbeka ha dichiarato colpevoli i 15 uomini accusati di "complotto terrorista islamico" nella città di Andijan, al termine di un processo che gli Stati Uniti ritengono "ingiusto". Le pene inflitte per "terrorismo, tentativo di rovesciare l'ordine costituzionale, omicidio aggravato e detenzione di ostaggi" vanno da 14 a 20 anni di carcere. Gli accusati – ha detto la Corte nella sentenza di ieri – hanno ricevuto un insegnamento come terroristi nel Kyrghizistan e facevano parte di un golpe per realizzare un califfato islamico.

Ma testimoni oculari presenti il 13 maggio a Andijan, tra cui un reporter di un'agenzia occidentale, hanno riferito che l'esercito sparò su una folla pacifica di uomini, donne e bambini, che manifestavano dopo che uomini armati avevano liberato 23 commercianti locali dalla prigione. Furono uccise centinaia di persone, ma il governo riconosce solo 187 morti "terroristi pagati dall'estero".

"Ci sono dubbi sulla validità della difesa – ha detto Louise Arbour, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani – e sembra che poche prove siano state portate durante il processo, oltre alle confessioni". Durante il processo gli avvocati difensori non hanno contestato né verificato le dichiarazioni dei testimoni d'accusa e c'è anche il dubbio che le confessioni siano state ottenute con minacce contro i familiari, torture fisiche e uso forzato di droghe psicotrope.

Ampia condanna internazionale. Gli Stati Uniti chiedono sanzioni contro l'Uzbekistan, mentre l'Unione europea prolunga la sospensione della vendita di armi al Paese. "Le condanne – commenta Adam Ereli, portavoce del Dipartimento di Stato Usa – sono fondate su prove non credibili e il processo non è stato giusto". Ma il presidente Islam Karimov ha ricevuto una calda accoglienza a Mosca dal presidente russo Vladimir Putin, con il quale ha siglato un patto di mutuo aiuto contro minacce per la sicurezza nazionale. Mosca, che prima aveva scarsi rapporti con Karimov, lo ha sostenuto dopo i fatti dello scorso maggio. Karimov ha parlato della Russia come "una solida garanzia della stabilità della regione" del Caucaso. Anche la Cina ha sostenuto il presidente uzbeko dopo il massacro di Andijan e lo ha ricevuto per una visita ufficiale pochi giorni dopo. (PB)

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