Anche Panasonic ferma il commercio con Huawei. Negozi in Asia rifiutano gli smartphone cinesi
di Wang Zhicheng

La compagnia giapponese si allinea al bando imposto dagli Usa, dopo  Google e la ARM, una ditta di design per chips. Venditori al dettaglio non accettano più strumenti Huawei: temono restino invenduti.


Pechino (AsiaNews) – La giapponese Panasonic ha dichiarato che bloccherà i suoi rapporti commerciali con Huawei per sottostare alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Dalla scorsa settimana, gli Usa hanno inserito il gigante tecnologico cinese in una lista di compagnie con cui gli americani non possono commerciare se non avendo uno speciale permesso. Il bando si applica per tutti i beni che contengono il 25% o più di materiale di provenienza Usa.

Secondo l’amministrazione americana, la Huawei pone dei rischi per la sicurezza nazionale, essendo obbligata a passare informazioni e dati al governo cinese.

Tre giorni fa anche Google, in obbedienza al bando di Washington, ha stabilito che bloccherà updates del sistema operativo Android per i cellulari Huawei, e l’accesso alle app come Google Play, Gmail e YouTube.

E ieri, secondo la Bbc, la ARM, una compagnia di design per chips, con base in Gran Bretagna, ha dato indicazioni di fermare ogni contratto con la Huawei.

La Huawei ha dichiarato che potrà fare a meno dei componenti made-in-Usa e perfino del sistema operativo Android, avendo sviluppato negli scorsi anni alcuni progetti in proprio. Ma diversi esperti in campo tecnologico dubitano che essa possa fare a meno dell’aiuto Usa.

Intanto, in diversi Paesi asiatici, molti negozi al dettaglio stanno rifiutando di accettare strumenti della Huawei: essi temono che con il blocco delle updates, i clienti si rivolgano ad altre marche e quelli cinesi rimangano invenduti.

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