Coronavirus: borse positive dopo il crollo di ieri. Fiducia nella lotta al contagio

Tutti i principali indici asiatici tornano a guadagnare. Il rallentamento del contagio di coronavirus ha riportato fiducia tra gli investitori. Giappone e Usa intervengono per sostenere l’economia. Calano i timori per una “guerra dei prezzi” tra i produttori di petrolio.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I mercati asiatici tornano positivi dopo il crollo di ieri. In prossimità della chiusura, Shanghai e Shenzhen sono cresciute rispettivamente dell’1,82% e del 2,65%. Hong Kong segna un +1,86%. Le perdite erano state in media del 3-4%. Anche Tokyo, che aveva registrato un calo superiore al 5%, guadagna lo 0,85%.

Secondo gli analisti, il rallentamento del contagio di coronavirus in Cina e negli Stati vicini (soprattutto la Corea del Sud, tra i più colpiti) ha riportato fiducia tra gli investitori, che ora sono a caccia di affari e possono acquistare titoli a prezzi minimi. La visita del presidente cinese Xi Jinping a Wuhan, epicentro dell’epidemia, è vista in modo positivo: il segno che forse nel Paese il peggio è passato.

Hanno aiutato anche le scelte del premier giapponese Shinzo Abe e del presidente Usa Donald Trump, che hanno promesso interventi per sostenere le proprie economie. Tokyo inietterà a breve nuova liquidità nel sistema finanziario; Washington è orientata a ridurre le tasse sul lavoro.

La caduta del prezzo del petrolio a circa 31 dollari al barile, causato dallo scontro in atto tra Opec e Russia su eventuali tagli alla produzione, aveva contribuito al tonfo dei mercati. Il Brent ha toccato oggi i 35 dollari al barile, il Wti si aggira sui 33 dollari. I mercati sono persuasi che Riyadh (leader del cartello Opec) e Mosca non arriveranno a una “guerra dei prezzi” e troveranno un accordo, considerato che sotto i 30 dollari al barile non ci sono profitti nel settore.

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