Giornata mondiale ambiente: in Cambogia gli ecologisti rischiano l’arresto

Una ventina di attivisti di “Madre natura” ha promosso una biciclettata dall’isola di Koh Kong a Phnom Penh. L’obiettivo era quello di consegnare una petizione al Primo Ministro Hun Sen. La polizia li ha fermati, sequestrato i mezzi e le magliette con l’immagine del gruppo. Per le autorità la marcia rischiava di trasformarsi in focolaio di Covid-19.


Phnom Penh (AsiaNews) - Alla vigilia della Giornata mondiale dell’ambiente 2020, che si è celebrata ieri in tutto il pianeta, un gruppo di attivisti cambogiani ha rischiato l’arresto per aver promosso una campagna a salvaguardia della natura. Con l’obiettivo di sensibilizzare il governo sulla tutela dell’habitat naturale dell’isola di Koh Kong - nell’omonima provincia, caratterizzata da acque cristalline e un fondale sabbioso - alcuni giovani hanno promosso una biciclettata; tuttavia, il gruppo ha sospeso il progetto in seguito ad attacchi e minacce di arresto delle autorità locali. 

Secondo quanto riferisce Radio Free Asia (Rfa), la polizia di Koh Kong ha interrotto il percorso dei 21 attivisti del movimento “Madre natura” quando si trovavano nel distretto di Trapaing Roung, minacciandoli di arresto. Il gruppo aveva percorso solo 60 km del lungo viaggio che separa l’area, nel sud-ovest del Paese, dalla capitale Phnom Penh. Il fermo è avvenuto la sera del 4 giugno scorso, dopo una sola giornata di tragitto completato. 

Rey Reaksa, leader del gruppo, riferisce che in un primo momento la polizia ha addotto ragioni sanitarie dietro lo stop, perché la marcia avrebbe potuto favorire la diffusione del nuovo coronavirus. Le autorità li hanno condotti in una clinica dove sono stati sottoposti al tampone. Pur risultando negativi, il giorno successivo non sono potuti ripartire e hanno ricevuto l’ordine di interrompere l’iniziativa, pena l’arresto in caso di violazione. 

Gli attivisti intendevano consegnare una petizione al Primo Ministro Hun Sen, nella quale chiedevano di designare l’isola di Koh Kong Krov come area protetta e difenderla dall’impatto del turismo e degli interessi privati. La polizia ha interrotto il viaggio e sequestrato le bici, intimando di firmare una confessione in cui promettevano di interrompere l’iniziativa. Dopo aver opposto un netto rifiuto, il gruppo ha ripreso il cammino il giorno successivo e di compiere a piedi i restanti 140 km. Gli agenti li hanno fermati una seconda volta, sequestrando loro le magliette con il simbolo del gruppo “Madre natura” e minacciando di arrestarli. 

Per gli ambientalisti l’isola rischia di essere distrutta in nome dello sviluppo selvaggio, come accaduto in altre zone della Cambogia. Da qui la scelta di promuovere una iniziativa, in concomitanza con la Giornata mondiale dedicata all’ambiente e alla natura. 

La giornata nasce nel 1972 in seno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in occasione dell’istituzione del programma Onu dedicato all’Ambiente. La prima edizione si è tenuta nel 1974, all’insegna del motto “Una sola terra”. Lo slogan dell’edizione 2020 è stato: “È il momento della natura” con una particolare attenzione al tema della biodiversità, visto che al mondo vi sono almeno un milione di specie a rischio estinzione, pari all’11% del totale. Ad aggravare la situazione concorrono due fattori: cambiamento climatico e deforestazione, tema quest’ultimo che interessa da vicino anche la stessa Cambogia.

CAMBOGIA_-_marcia_natura.jpg