‚ÄčIl Bangladesh ha 21 nuovi diaconi, segno di crescita delle vocazioni religiose
di Sumon Corraya

Alcuni sacerdoti e suore del Bangladesh lavorano all'estero come missionari e in futuro altri andranno. Ma 30 anni fa, la Chiesa cattolica di questo Paese ebbe l’aiuto di diversi gruppi missionari internazionali come il PIME, i Saveriani, sacerdoti e suore della Santa Croce


Dhaka (AsiaNews) - Questi sono giorni benedetti per la Chiesa cattolica in Bangladesh, perché ha 21 nuovi diaconi. Presto saranno ordinati altri 3 seminaristi che sono all'estero per motivi di studio.

Il Bangladesh è un Paese a maggioranza musulmana con una piccola comunità cristiana. I cattolici sono circa 390mila. L'unico seminario nazionale è il Seminario maggiore dello Spirito Santo con sede a Banani, nella capitale Dhaka, dove studiano 125 seminaristi.

I diaconi ordinati sono studenti di questo seminario.

Oggi sei seminaristi di Holy Cross sono stati ordinati diaconi allo Scolasticato della Holy Cross a Rampura di Dhaka. Altri seminaristi sono di altre sei diocesi

Nella storia del Paese, questa accade per la prima volta mentre circa 24 seminaristi stanno diventando diaconi. Per alcuni sacerdoti appaiono come benedizioni di Dio Onnipotente.

Sono della diocesi di Barisal due dei seminaristi divenuti diaconi. Padre Anol Terence D 'Costa, un sacerdote di Barisal, che ha partecipato a un programma di formazione per diaconi, dice ad AsiaNews: "la Chiesa cattolica appare benedetta perché i giovani frequentano il seminario e diventano sacerdoti, è un buon segno. La vocazione religiosa del Paese è sufficiente. Noi siamo molto felici". Sembra che sia anche il contributo di genitori, insegnanti, sacerdoti e suore. "I giovani stanno ottenendo una buona formazione dalla loro famiglia, sacerdoti e suore, quindi (i giovani) entrano nella vita religiosa".

Il sacerdote spiega che generalmente ogni anno l'ordinazione dei diaconi ha luogo nel Seminario maggiore dello Spirito Santo a Dhaka. Ma per la pandemia e il lockdown si è svolta nella diocesi a cui appartengono i seminaristi. "Ora i diaconi aiuteranno i sacerdoti nella loro diocesi, secondo le direttive dei vescovi. Stiamo aiutando i bisognosi durante questa pandemia di coronavirus, i diaconi saranno coinvolti in questo lavoro, inclusa la visita alle famiglia e la pastorale ”, dice ancora padre Anol.

Alcuni diaconi appena ordinati hanno raccontato come hanno scoperto la loro vocazione e sentimenti religiosi. “I miei genitori e parenti mi hanno incoraggiato a fare il prete. Il loro incoraggiamento mi ha aiutato ad entrare in seminario e oggi sono diventato un diacono e sono molto felice. Il desiderio della mia vita è stato soddisfatto ", ha detto il diacono Lanard Rozario, originario della parrocchia Tumilia dell'arcidiocesi di Dhaka.

Simile anche la storia del diacono Richard Babu Halder, della parrocchia di Narikelbari della diocesi di Barisal. Dice ad AsiaNews: "Ho avuto il desiderio di essere un prete fin dalla mia infanzia e spero ora di essere nella fase finale per arrivare alla mia destinazione. Mia mamma e mia nonna mi hanno molto incoraggiato. Ho guardato alla santa vita di un prete locale di nome padre Sylvester, e mi ha ispirato a essere un religioso". Ha dedicato a Dio Onnipotente la sua vita, come servitore di Gesù Cristo. "Lavorerò per tutte le persone di fede per prendermi cura della loro vita spirituale".

Il seminarista Anil Ignatius Marandy è stato ordinato diacono nella diocesi di Rajshahi. Dice che oltre alla pastorale in parrocchia, vuole dedicarsi a carcerati, operai e bambini.

Il vescovo locale Gervas Rozario ha celebrato la messa di ordinazione. Nell’omelia ha detto: “Come diacono dovrai essere al servizio di ciò che è sotto la tua responsabilità. Dovrai lavorare secondo ciò che serve a Dio. Non c'è bisogno di rendere felici noi, ma di essere fedele a Dio”. Il vescovo ha espresso i migliori auguri ai diaconi appena ordinati.

Le vocazioni religiose maschili della Chiesa cattolica del Bangladesh sono sufficienti. Ma in questa era super moderna per la globalizzazione sono in declino le vocazioni femminili.

Alcuni sacerdoti e suore del Bangladesh lavorano all'estero come missionari e in futuro altri andranno. Ma 30 anni fa, la Chiesa cattolica di questo Paese ebbe l’aiuto di diversi gruppi missionari internazionali come il PIME, i Saveriani, sacerdoti e suore della Santa Croce. Ora sono pochi e il numero di sacerdoti e suore locali è la maggioranza.

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