Cambogia, arresti e condanne per chi critica il governo

Secondo Human Rights Watch, il premier Hun Sen "usa il modello birmano": incarcera chi lo critica. In pochi giorni arrestati 3 importanti attivisti per i diritti umani. Forte condanna internazionale.


Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) - Carcere e condanne penali per i critici e gli avversari politici del governo cambogiano. Il premier Hun Sen usa questi metodi "in modo sistematico – denuncia  l'organizzazione per la tutela dei diritti Human Rights Watch (Hrw) - per ridurre al silenzio gli oppositori".

Ieri al confine con il Laos è stato arrestato Pa Nguon Teang, vice direttore del Centro cambogiano per i diritti umani (Cchr), "per ordine del ministro dell'Interno", spiega il capo della polizia di Stung Treng.

La mattina del 31 dicembre sono stati arrestati Kem Sokha, fondatore e presidente del Cchr e conduttore del popolare programma radio "La voce della democrazia" critico verso il governo,  e Yeng Virak, direttore del Centro per l'educazione legale della comunità, accusati di diffamazione contro il governo. Sokha è stato preso da non meno di 50 poliziotti presso l'ufficio della Cchr, alla presenza di diplomatici di Stati Uniti e di rappresentanti di vari gruppi per la tutela dei diritti.

Lo scorso 10 dicembre, durante una manifestazione di decine migliaia di persone allo Stadio olimpico di Phnom Penh promossa dai 2 attivisti, è stato esposto uno stendardo con scritto: "Il mio voto è la mia vita. Non voto i partiti politici che minacciano e intimidiscono la popolazione". Decine di partecipanti ci hanno scritto un commento, qualcuno ha accusato il governo di essere "un regime traditore che vende il territorio al Vietnam", riferendosi a un recente trattato di confine tra i 2 Stati. Sokha e Virak sono ritenuti corresponsabili per queste frasi.

Questi fatti – commenta Sean McCormack, portavoce del Dipartimento di Stato Usa – fanno interrogare sul rispetto del governo cambogiano per la democrazia e i diritti umani.

"Profondo rincrescimento" espresso da Louise Arbour, Alto commissario Onu per i Diritti umani.

Il 22 dicembre Sam Rainsy, leader del partito d'opposizione, è stato condannato a 18 mesi di carcere per avere diffamato Hun Sen e il principe Norodom Ranariddh, presidente dell'Assemblea nazionale. Il politico è in esilio volontario, dopo la revoca dell'immunità parlamentare. Ad ottobre sono stati arrestati per diffamazione il giornalista Mom Sonando e Rong Chhum, presidente dell'Associazione insegnanti cambogiani indipendenti.

Dopo il regime degli Khmer rossi e il successivo regime comunista, le elezioni del 1993 hanno offerto al Paese la speranza per un'evoluzione democratica. Ma dal 2003 il governo ha proibito tutte le manifestazioni pubbliche, per ragioni di "ordine pubblico".

 "Hun Sen – dice Brad Adams, direttore di Hrw per l'Asia – sembra seguire il modello birmano di carcerare chi critica in modo pacifico il suo governo sempre più autoritario. L'arresto di attivisti per i diritti  umani, come pure i recenti processi contro gli oppositori politici, ci riportano a quando Hun Sen guidava uno Stato con un unico partito".  "I recenti arresti e le incriminazioni penali rischiano di distruggere tutti i progressi compiuti dalla Cambogia dalla missione di pace dell'Onu del 1993". "Il messaggio è chiaro: chi critica il governo, sarà arrestato". (PB)

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