Seoul, crescono le infezioni di Covid a causa di una setta pseudo-cristiana

La chiesa Sarang Jeil ha organizzato un raduno con migliaia di persone. Fino a ieri sera vi erano 315 casi positivi fra i membri. Una petizione on-line chiede l’arresto del pastore Jun Kwang-hoon, che ha “vanificato” gli sforzi della nazione per contrastare il coronavirus. Finora in Corea del Sud vi sono 15.318 infetti e 305 morti.


Seoul (AsiaNews) – La setta pseudo-cristiana Sarang Jeil, la cui sede è nel nord della capitale, è il nuovo, più grande centro di diffusione del virus Covid-19. Lo scorso 15 agosto, contro le indicazioni del governo, il leader della setta, il pastore Jun Kwang-hoon, ha organizzato un incontro di massa per celebrare il Giorno della Liberazione e per criticare il governo del presidente Moon Jae-in. Al raduno hanno partecipato decine di migliaia di persone (v. foto).

Fino a ieri a mezzanotte, si sono registrati 315 casi positivi fra i membri del gruppo. Le autorità sanitarie hanno avvertito che con ogni probabilità i casi aumenteranno, proprio a causa del rally in cui migliaia di persone sono state a stretto contatto. Il ministro della sanità Kim Ganglip ha lanciato un appello perché tutti i membri della setta si sottopongano a test.

I 315 casi positivi sono emersi su 2mila persone testate. I membri ufficiali della setta sarebbero almeno 4mila.

Prima della Sarang Jeil, un’altra setta, la chiesa Shincheonji di Gesù era quella che ha generato più infetti nel Paese con 5200 casi.

L’incuria mostrata dalla setta Sarang Jeil ha scatenato un’ondata di critiche contro di essa. Vi è addirittura una petizione on-line che esige l’arresto del pastore Jun per “danneggiare la sicurezza della società sotto la maschera della religione”. Jun era stato già arrestato lo scorso marzo per aver violato le leggi elettorali. Era stato rilasciato in aprile a condizione che non prendesse parte ad alcun rally legato al suo caso.

Per i firmatari della petizione on-line, Jun ha “vanificato” gli sforzi della nazione per contenere l’epidemia di coronavirus e non mostra segni di pentimento.

La Corea del Sud è uno dei Paesi dove il coronavirus ha colpito meno, grazie alla prontezza dell’opera di prevenzione e di test approntato dal governo. Su un Paese di circa 52 milioni di abitanti, i casi positivi sono finora 15.318; i morti sono stati 305.

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