Firmato l’accordo di pace per il Nagorno-Karabakh, ‘doloroso’ per gli armeni

L’accordo – varato dalla notte scorsa - prevede che l’Azerbaijan mantenga il controllo delle zone del Nagorno-Karabakh conquistate durante l’ultimo conflitto (fra cui la città di Shusha). L’Armenia dovrebbe invece ritirarsi da alcune zone adiacenti alla regione. Gruppi di armeni hanno invaso il parlamento e palazzi del governo a Erevan al grido: “Non ci daremo per vinti!”.


Erevan (AsiaNews) – Con la Russia come sponsor, Armenia e Azerbaijan hanno firmato un accordo che dovrebbe porre fine alla guerra nel Nagorno-Karabakh, una regione abitata in maggioranza da armeni che da anni combatte per l’autonomia e l’indipendenza dalla nazione azera.

L’accordo è stato attuato a partire da stanotte, portando al silenzio armi e scontri che hanno infiammato la regione per circa sei settimane, causando anche centinaia di morti.

L’accordo prevede che l’Azerbaijan mantenga il controllo delle zone del Nagorno-Karabakh conquistate durante l’ultimo conflitto (fra cui la città di Shusha). L’Armenia dovrebbe invece ritirarsi da alcune zone adiacenti alla regione.

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che quasi 2mila truppe russe saranno dispiegate sul confine fra la regione e il resto della nazione azera e lungo un corridoio che connette l’Armenia con il Nagorno-Karabakh.

Il premier armeno Nikol Pashinyan ha definito “doloroso” il firmare l’accordo, che “non è una vittoria, ma nemmeno una sconfitta”. Il presidente azero Ilham Aliyev ha detto che l’accordo ha una “importanza storica” e che l’Armenia “ha capitolato”. Arayik Harutyunyan, il leader del Nagorno-Karabakh ha dichiarato di aver accettato l’accordo “per far finire la guerra il più presto possibile”.

Molti armeni però non accettano l’accordo. Nella capitale Erevan alcuni gruppi hanno manifestato gridando “Non ci daremo per vinti!” e hanno invaso il parlamento e alcuni edifici del governo (foto 2). A Baku, invece, molte persone sono scese in strada stamane per celebrare la “vittoria” (foto 3)

Nelle scorse settimane vi sono stati diversi tentativi di cessate-il-fuoco, violati dopo poco tempo dalla loro attuazione. E non si conosce l’ammontare delle vittime da una parte e dall’altra.

Gli armeni affermano che sono morti circa 1200 soldati, oltre a molti civili. Gli azeri non comunicano le vittime fra i militari, ma dicono che almeno 80 civili sono morti a causa di bombardamenti e missili.

Con la Russia, che è alleata dell’Armenia e l’Azerbaijan sostenuto dalla Turchia, molti temevano che se la tensione continuava, essa avrebbe potuto infiammare tutto il Caucaso e il Medio oriente.

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