Xi Jinping: Usare sistema Qr per favorire la ripresa dei viaggi internazionali

I codici a barre sono utilizzati in Cina dallo scoppio della pandemia: il colore verde permette di spostarsi all’interno del Paese. Organizzazioni umanitarie: Pericoli per la privacy. Il presidente cinese vuole una “comunità cyber condivisa” a livello globale, ma gli Usa premono per boicottare la tecnologia internet di Pechino.


Pechino (AsiaNews) – Un meccanismo globale che fa uso del sistema Qr per favorire la ripresa dei viaggi internazionali, ridotti in modo drastico dallo scoppio della pandemia di coronavirus. È la proposta lanciata nel weekend dal presidente cinese Xi Jinping durante il summit virtuale delle principali economie mondiali (G20), organizzato quest’anno dall’Arabia Saudita.

I codici a barre, che possono essere letti attraverso uno smartphone, sarebbero usati per verificare lo status sanitario dei viaggiatori, soprattutto la  loro eventuale negatività al Covid-19. È il sistema in uso in Cina da febbraio per tracciare e monitorare i casi di contagio, e permettere ai cittadini di spostarsi: un Qr verde significa che il titolare è sano e può viaggiare; uno arancione o rosso comporta l’obbligo di quarantena.

Secondo le previsioni degli esperti, quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria il traffico aereo mondiale si fermerà a un terzo del livello raggiunto nel 2019. Con la sua proposta, Xi dichiara di voler facilitare un’ordinata ripresa dei flussi di viaggio, in modo da riattivare le catene globale di approvvigionamento.

Temendo pericoli per la privacy personale, le organizzazioni umanitarie hanno bocciato l’idea del leader cinese. Citata dalla Bbc, Human Rights Watch sostiene che l’attenzione verso la prevenzione sanitaria potrebbe rivelarsi un “cavallo di Troia” per esercitare allo stesso tempo “controllo ed esclusione” su base politica.

Per gli analisti, sarà difficile che i Paesi occidentali accettino quanto proposto da Xi. Il timore è che Pechino voglia imporre in qualche modo i propri standard di controllo sociale, inclusi quelli sull’accesso al web. Oggi, in un messaggio letto alla cerimonia di apertura della Conferenza mondiale su internet, iniziativa organizzata dallo Stato cinese a Wuzhen (Zhejiang), Xi ha invitato tutte le nazioni a lavorare insieme per la creazione di una “comunità cyber condivisa”.

La Cina è spesso criticata per il suo pervasivo controllo di internet, un modello che pare difficile esportare in Occidente. Ad esempio gli Usa stanno portando avanti una campagna internazionale per boicottare la tecnologia internet 5G del colosso cinese Huawei, accusato di spiare per conto dell’intelligence di Pechino: l’iniziativa “Clean Network” coinvolge ormai decine di Paesi in Europa, Asia, America del nord e Sudamerica.    

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