Hong Kong: Negata ad Agnes Chow la libertà su cauzione. Nuova ondata di arresti

L’attivista democratica è stata condannata a 10 mesi di prigione per il suo ruolo nelle manifestazioni anti-governative dello scorso anno. Fermate ieri otto personalità democratiche per aver partecipato a una marcia il primo luglio. Si aggiungono agli otto arrestati per le proteste all’università cinese.


Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – L’attivista democratica Agnes Chow rimarrà in carcere. L’Alta corte ha respinto oggi la richiesta di rilascio su cauzione presentata dal suo legale in attesa del processo di appello. Il 2 dicembre la 24eenne è stata condannata a 10 mesi di prigione per aver promosso una protesta anti-governativa, assediando la sede centrale della polizia a Wan Chai il 21 giugno dello scorso anno.

Per gli stessi fatti, i giudici hanno incarcerato altri due giovani leader pro-democrazia: Joshua Wong e Ivan Lam. I tre avevano deciso già da tempo di riconoscersi colpevoli per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla repressione in atto a Hong Kong contro il movimento pro-democrazia. Wong, Chow e Lam sono tra i fondatori di Demosisto, partito indipendentista dissolto dopo l’approvazione lo scorso giugno della draconiana legge sulla sicurezza voluta da Pechino.

La decisione dell’Alta Corte arriva il giorno dopo che le autorità hanno compiuto una nuova serie di arresti. La polizia ha fermato ieri otto personalità democratiche – tra cui tre ex parlamentari – per aver organizzato e partecipato a una manifestazione pubblica non autorizzata il primo luglio, la prima grande marcia dopo l’approvazione del provvedimento sulla sicurezza.

Il Dipartimento per la sicurezza nazionale della polizia aveva arrestato già otto persone il 7 dicembre. Esse sono accusate di aver partecipato lo scorso mese a una manifestazione anti-governativa nel campus dell’università cinese di Hong Kong (Cuhk). Durante la protesta, i dimostranti avevano esibito bandiere e striscioni indipendentisti, gridando slogan a favore dell’indipendenza dell’ex colonia britannica.

La legge sulla sicurezza nazionale sanziona chi inneggia all’indipendenza di Hong Kong. Il provvedimento vieta e punisce atti e attività di secessione, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere che mettono in pericolo la sicurezza nazionale. Ma la sua interpretazione sembra essere così larga da colpire la libertà di opinione, di stampa e di assemblea.

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