Dissidente vietnamita condannato a 12 anni di carcere per ‘sovversione’

Tran Duc Thach, fondatore del movimento “Fraternità pro democrazia”, è stato arrestato il 23 aprile e incriminato per attività volte a “rovesciare il governo”. L’avvocato denuncia violazioni al diritto alla difesa. Almeno 25 i blogger e dissidente rinchiusi in prigioni dove i maltrattamenti sono “pratica comune”.


Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale della provincia centrale vietnamita di Nghe An ha condannato in queste ore un poeta e blogger dissidente a 12 anni di galera, con l’accusa di “attività sovversive”. Tran Duc Thach, fondatore del movimento online “Fraternità pro democrazia”, è stato arrestato il 23 aprile scorso e incriminato per “attività finalizzate al rovesciamento del governo popolare” in base all’articolo 109 del Codice penale. 

Fra le prove utilizzate dai magistrati vi sono diversi post pubblicati su Facebook in cui si denunciano corruzione e violazione ai diritti umani da parte dei vertici governativi e di partito ad Hanoi. Il gruppo fondato dall’attivista e dissidente non è riconosciuto dall’esecutivo e molti dei suoi membri sono stati incarcerati dalla sua fondazione nel 2013. 

Secondo quanto riferisce Radio Free Asia (Rfa), Tran dovrà scontare altri tre anni di libertà vigilata al termine della condanna a 12 anni di carcere. Una sentenza ingiusta, secondo l’avvocato dell’attivista Ha Huy Son che denuncia limitazioni alle attività della difesa nel corso del dibattimento in aula. “A mio avviso - sottolinea il legale - tutto l’iter processuale era finalizzato a prevenire il pluralismo politico e le ideologie multipartitiche [in Vietnam], perché il comportamento di Tran non era pericoloso e non era in contrasto con la Costituzione”.

Nato nel 1952 a Nghe An, Tran ha prestato servizio con le forze del Nord durante la guerra del Vietnam e in seguito è stato per molti anni un attivista per i diritti umani e la democrazia. Egli aveva già ricevuto nell’ottobre 2009 una condanna a tre anni di prigione per “propaganda contro la Repubblica socialista del Vietnam” insieme ai colleghi dissidenti Vu Van Hung e Pham Van Troi.

Il gruppo attivista Freedom House, con sede negli Stati Uniti, considera il Vietnam - nazione di 92 milioni di persone - come “non libera” per uso di internet e libertà di stampa. Reporter Senza Frontiere (Rsf) ha classificato il Paese al 175mo posto su 180 nel World Press Freedom Index 2020. Ad oggi, aggiunge Rsf, circa 25 giornalisti e blogger sono detenuti in carceri in cui “i maltrattamenti sono pratica comune”. 

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