‘Mi manca mio figlio’: una poesia del pastore Wang Yi, in carcere per 9 anni
di Wang Zhicheng

Wang Yi, è una delle personalità più acute del cristianesimo protestante cinese. Rivendica piena libertà religiosa, e per questo è stato condannato per “sovversione contro il potere dello Stato”. La sua poesia è piena di riminescenze dell'epoca Tang.


Chengdu (AsiaNews) - La nostalgia per il figlio, la pazienza che finisca la prigione, la fede nel Padre celeste: sono gli ingredienti di una poesia che il pastore Wang Yi ha scritto per suo figlio Shuya, dopo un anno di prigione e a pochi giorni dal processo a porte chiuse che il 30 dicembre 2019 lo ha condannato a 9 anni di prigione per “sovversione contro il potere dello Stato” e per altri crimini.

Wang Yi, già attivista democratico ai tempi del massacro di Tiananmen, si è poi convertito al cristianesimo e divenuto pastore della Chiesa della Prima pioggia dell’Alleanza, che a Chengdu aveva almeno 500 fedeli. Pur essendo una Chiesa protestante non ufficiale, i suoi membri praticano la fede in modo aperto; diffondono prediche e studi online; evangelizzano per le strade della città- Prima dell’arresto di Wang Yi e di alcuni membri della comunità, essi avevano anche un seminario per far studiare i futuri pastori e una scuola primaria per 40 bambini.

Di Wang Yi rimane molto importante la lettera alla sua comunità, che egli aveva scritto in previsione del suo arresto, un anno prima della sentenza. Nel testo, egli dice di essere “pieno di ira e disgusto a causa della persecuzione della chiesa da parte del regime comunista, e della malvagità nel privare la gente della libertà di religione e di coscienza”. Allo stesso tempo egli afferma di non avere alcuna pretesa di cambiare l’ordinamento sociale della Cina, ma rivendica la libertà di annunciare il Vangelo.

La poesia che circola in questi giorni, dal titolo “Mi manca mio figlio”, dice:

Il fiore di pesco non agogna il frutto

il vento dell’est non comprende

quanto mi manchi mio figlio.

Se l’agnello non sostituisce Isacco

come si può paragonare

quello biologico con il Padre del Cielo?

Secondo Yu Bing, reporter di ChinaAid, che ha diffuso la poesia, “il Pastore Wang ha scritto il poema, basandosi sulla 90ma poesia del volume “100 poemi dal Palazzo” di Wang Jian, un poeta della dinastia Tang”. Il poema originale parla di alcune serve che lavorano nel palazzo, amanti dei fiori e che odiano il vento. Anch’esse (come il pastore Wang Yi) hanno perduto la loro libertà.

“Sebbene Wang Yi, come padre terreno di Shuya, ha nostalgia del figlio, egli sa anche che lui e Shuya sono figli del Padre celeste, e per questo condividono la speranza che saranno per sempre uniti in cielo”.