Vilnius: Nessun beneficio dal forum 17+1 guidato da Pechino

Ministro lituano degli Esteri: rivedere i rapporti con i cinesi. Per analisti e osservatori, il Paese baltico uscirà a breve dal 17+1. Piccole nazioni Ue sempre più insoddisfatte delle relazioni con la Cina. Altro colpo a Pechino: la Lituania aprirà un ufficio commerciale a Taiwan.


Vilnius (AsiaNews) – La Lituania non ha tratto alcun beneficio dal forum 17+1, formato da Cina e 16 Paesi dell’Europa centrale e orientale, 12 dei quali appartenenti all'Unione europea. È quanto dichiarato ieri dal ministro lituano degli Esteri Gabrielius Landsbergis ai media locali. Le sue parole confermano le anticipazioni di AsiaNews sulla volontà di Vilnius di rivedere i rapporti con Pechino sulla base del rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.

Secondo Landsbergis, la Cina sta usando il 17+1 per dividere l’Europa, una affermazione condivisa anche dall’intelligence estone. Egli non ha annunciato il ritiro del Paese dal gruppo 17+1, ma ha precisato che il suo governo sta valutando quale sia “il modo utile di costruire la propria relazione con la Cina”. Per esperti e analisti lituani l’uscita è però imminente. Lo scorso mese la commissione Esteri del Parlamento lituano ha chiesto di abbandonare il forum: la decisione finale potrebbe essere presa di comune accorso con le altre due repubbliche baltiche (Lettonia ed Estonia).

La maggior parte delle nazioni Ue nel 17+1 sono insoddisfatte delle relazioni con Pechino. Esse evidenziano che gli investimenti cinesi, soprattutto quelli legati alle nuove Vie della seta (la Belt and Road Initiative), invece che aumentare sono diminuiti, mentre il deficit commerciale con il partner asiatico si è ampliato. All’annuale summit del gruppo 17+1, che si è tenuto in modalità virtuale il 9 febbraio, sei Stati membri Ue (Lituania, Lettonia, Estonia, Slovenia, Romania e Bulgaria) hanno fatto partecipare ministri di secondo piano: un affronto a Xi Jinping secondo diversi osservatori.

In un ulteriore smacco per la Cina, ieri il ministero lituano dell’Economia ha reso noto che entro fine anno il governo aprirà un ufficio commerciale a Taiwan. Pechino considera l’isola una “provincia ribelle” e si oppone a ogni rapporto diplomatico tra le autorità taiwanesi e quelle di altri Paesi. Secondo diversi esperti, dopo tale mossa Vilnius si dovrà preparare alla probabile rappresaglia cinese.

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