Effetto pandemia: 32 milioni di indiani e 10 milioni di cinesi escono dalla classe media

In tutto il mondo il calo è stato di 54 milioni. Crescono i poveri: 131 milioni a livello globale, il 60% in India. Almeno 30 milioni di cinesi sono finiti nella fascia bassa di reddito. La povertà in Cina non è stata azzerata: smentiti i recenti annunci di Xi Jinping.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Almeno 32 milioni di indiani sono usciti dalla classe media a causa della pandemia da Covid-19: più del triplo di quelli registrati in Cina. Lo ha rivelato ieri il Pew Research Centre di Washington; lo studio analizza le variazioni di reddito nei diversi Stati tra il gennaio 2020 e l’inizio del 2021.

Dalla ricerca emerge che a livello mondiale 54 milioni di individui non fanno più parte della classe media (coloro che guadagnano tra 10 e 20 dollari al giorno). La maggior parte è concentrata in Asia, con l’India che copre una quota del 60%. Nei Paesi sviluppati si è avuta invece una crescita (+16 milioni), dovuta anche alla riduzione di reddito delle persone che vivevano con più di 50 dollari al giorno.

In netto aumento anche i poveri nel mondo. Circa 131 milioni di persone si sono aggiunte a chi guadagna meno di 2 dollari al giorno: in India l’aumento è stato di 75 milioni (il 60% della quota mondiale).

L’impoverimento della popolazione indiana è un riflesso del calo del Pil nazionale (-7,7% lo scorso anno). In Cina, dove l’economia è cresciuta del 2,3%, la classe media si è ridotta di 10 milioni di unità. Secondo Pew Research, 30 milioni di cinesi sono finiti però nella fascia bassa di reddito (tra 2 e 10 dollari al giorno); registrato anche un piccolo incremento dei poveri, un dato che smentisce il recente annuncio di Xi Jinping secondo cui il governo ha azzerato la povertà.

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