Papa: correggere i nostri stili di vita per non sprecare o inquinare l’acqua

Videomessaggio di Francesco in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. E’ “un diritto umano fondamentale, fondamentale e universale, […] una condizione per l'esercizio altri diritti umani”. Per la Giornata, il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale dà un aggiornamento del progetto WASH, ideato nell’agosto 2020.


Città del Vaticano (AsiaNews) – "Ci si affretti dunque a dare da bere agli assetati, a correggere i nostri stili di vita per non sprecare o inquinare”. Lo afferma un videomessaggio che il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin invia oggi - a nome del Papa - al direttore generale della FAO Qu Dongyu, al direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay, e ai partecipanti all’evento virtuale che si svolge in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

E’ un invito “a diventare protagonisti di quella bontà che ha portato San Francesco d'Assisi a descrivere l'acqua come una sorella 'che è molto umile, e preziosa e casta'". 

Il tema scelto per quest'anno, "Value water", ci invita ad esserlo. Lo sottolinea il videomessaggio nel quale il cardinale Parolin afferma che, sebbene “senza acqua, in effetti, non ci sarebbe stata vita”, questa risorsa non è stata seguita con la cura e l'attenzione che merita. “Sprecarla o contaminarla è stato un errore che continua a ripetersi anche oggi”.

Francesco sostiene poi che essa è “un diritto umano fondamentale, fondamentale e universale, […] una condizione per l'esercizio altri diritti umani” (Enc. Laudato si’, n. 30); un bene al quale tutti gli esseri umani, senza eccezione, hanno il diritto di accedere in modo adeguato, in modo da poter condurre una vita dignitosa”. Quindi, “questo mondo ha un grave debito sociale con i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile, perché nega loro il diritto alla vita basato sulla loro inalienabile dignità”. “A questa triste realtà si aggiungono oggi gli effetti nocivi del cambiamento climatico”.

A questo stato di cose “contribuisce anche la diffusione della cultura dell’usa e getta e la globalizzazione dell'indifferenza, che porta l'uomo a sentirsi autorizzato a depredare e ad esaurire la creazione. Senza dimenticare l'attuale crisi sanitaria, che ha accentuato le disuguaglianze”.

Il Papa, conclude il videomessaggio, invita tutti ad "agire senza indugio" affinché tutti abbiano accesso all'acqua in modo equo: si smetta di sprecarla, mercificarla e contaminarla. Serve una collaborazione tra Stati, settore pubblico e privato, così come serve l'apporto di organizzazioni intergovernative, e urge una "copertura legale vincolante e un sostegno sistematico ed efficace" per garantire acqua in qualità e quantità eguale nel mondo.

Per la Giornata, il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale dà un aggiornamento del progetto WASH, ideato nell’agosto 2020. Allora con una lettera inviata a tutti i vescovi, il Dicastero invitava a contribuire a garantire adeguate condizioni WASH - accesso all'acqua potabile, ai servizi sanitari e all'igiene - nelle strutture sanitarie appartenenti alla Chiesa, “per curare in modo sicuro i pazienti, prevenire ulteriori trasmissioni del COVID-19 e altre malattie, nonché proteggere il personale medico e i cappellani". All'appello hanno risposto conferenze episcopali, diocesi, congregazioni e diverse Caritas. Una valutazione dettagliata è in corso in circa 150 strutture (dai piccoli dispensari agli ospedali) in 22 Paesi. Si elaborano stime dei costi per capire come migliorare in modo sostenibile le condizioni WASH e soddisfare adeguati standard con infrastrutture, attrezzature, manutenzione e formazione.

Lo stesso Dicastero nel documento “Aqua fons vitae”, pubblicato nel 2020 rilevava che l’acqua “sembra essere chiaramente uno degli elementi che maggiormente incidono sullo sviluppo ‘integrale e umano’” e fa quindi parte del progetto per un nuovo modello di sviluppo. Essa inoltre, è parte del “bene comune che la Chiesa promuove e persegue”, ossia “l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente”. Dell’acqua, poi, si evidenzia in primo luogo il suo essere una risorsa per uso personale; poi l’essere una risorsa utilizzata in molte attività dell'uomo, soprattutto l’agricoltura e l’industria e che ha quindi anche un valore economico e infine l’acqua come superficie, cioè fiumi, acque sotterranee, laghi e soprattutto mari e oceani e che può essere vista come risorsa per la pace. Inoltre, “se l’uso dell’acqua è aumentato di sei volte nel secolo scorso e cresce oggi al ritmo di circa l’1 per cento l’anno, si stima che il cambiamento climatico e la crescente frequenza di eventi estremi, come tempeste, inondazioni e siccità, aggraverà la situazione nei Paesi che già soffrono di ‘stress idrici’”.

Il documento ricorda anche il valore e il significato che l’acqua ha per le religioni. La Bibbia, ad esempio, “ha 1500 versetti bagnati dall’acqua, in cui si parla di acqua. (…) C’è un elemento curioso nell’interno del linguaggio dell’Antico Testamento (…): una sola parola in ebraico, nefesh, indica contemporaneamente la gola e l’anima, l’essere vivente”.

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