Terremoto a East Java: otto morti e 39 feriti, migliaia di edifici danneggiati
di Mathias Hariyadi

I bilancio è destinato ad aumentare nelle prossime ore. Il sisma di magnitudo 6,1 Richter ha colpito il 10 aprile a 91 km dalla costa di Malang. Gravi danni a scuole, ospedali e luoghi di culto. Sui social rilanciate molte immagini delle devastazioni. 


Jakarta (AsiaNews) - È di almeno otto morti confermati e 39 feriti, alcuni dei quali gravi, il bilancio del forte terremoto di magnitudo 6,1 Richter che ha colpito il 10 aprile scorso il distretto di Malang, nella provincia di East Java. A riferirlo è la Protezione civile indonesiana (Bnpb), secondo cui il sisma ha avuto un forte impatto in almeno 15 fra distretti e cittadine dell’area danneggiando in modo pesante 2848 case e 179 edifici pubblici fra i quali scuole, ospedali e luoghi di culto. 

In un primo momento l’agenzia nazionale aveva annunciato un terremoto di magnitudo 6,7, per poi correggere il tiro abbassando il dato. 

Sui social si moltiplicano le immagini di case distrutte e di detriti ammassati nelle cittadine costiere dell’East Java, soprattutto nella zona epicentro della scossa. Fra gli ospedali ad aver riportato gravi danni vi è quello di Mardi Waluyo, a Blitar, con i soffitti crollati quasi per intero.

Secondo gli esperti il numero delle vittime (e dei danni) è destinato ad aumentare nei prossimi giorni, mentre prosegue l’opera dei soccorritori. La terra ha tremato alle due del pomeriggio ora locale e si è sentita in gran parte della provincia di East Java, dove abitano circa 40,7 milioni di persone, e nelle vicine province di Central Java e Bali, celebre località turistica. Per tutta la giornata di ieri si sono susseguite numerose scosse di assestamento di intensità inferiore. 

L’epicentro è localizzato 91 km a sud-ovest della costa di Malang, a una profondità di 80 km nell’Oceano Indiano. Per gli esperti si tratta di un sisma di “moderata” intensità, che non dovrebbe innescare tsunami e eruzione di vulcani presenti nella zona interessata. 

Il terremoto giunge a pochi giorni di distanza dalle devastazioni del ciclone Seroja nella provincia di East Nusa Tenggara (Ntt), dove si è recato in visita nel fine settimana il presidente Joko “Jokowi” Widodo, il quale ha esteso lo stato di emergenza anche all’East Java. Domani è previsto inoltre l’inizio del Ramadan, il mese islamico dedicato al digiuno e alla preghiera, nella nazione musulmana più popolosa al mondo.

L’Indonesia, che si trova sul “Ring of Fire”, l’anello di fuoco sismico del Pacifico, è spesso vittima di terremoti e tsunami mortali. A gennaio un terremoto di magnitudo 6,2 ha colpito Mamuju e altri città della provincia di West Sulawesi, provocando oltre 100 vittime. Nel 2018, una scossa tellurica di magnitudo 7,5 - e il conseguente tsunami - hanno causato 4.300 vittime tra morti e dispersi. Un numero maggiore di decessi si è avuto nel 2004, quando un sisma di magnitudo 9,1 – con epicentro al largo di Sumatra – ha scatenato un devastante tsunami che ha ucciso oltre 220mila persone nella regione dell’Oceano Indiano, di cui 170mila circa nella sola Indonesia. 

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