Manifestazioni e uccisi nella ‘Rivoluzione globale di primavera nel Myanmar’
di Francis Khoo Thwe

Stamane, un elicottero militare è stato colpito e distrutto dal Kia, l’esercito del gruppo etnico Kachin. Ieri dimostrazioni a Yangon, Wetlet, Hsipaw, Nawnghkio, Mandalay, Hpakant. Almeno sei uccisi. Il calcolo degli assassinii della giunta sale a 765. Solidarietà al movimento democratico in Gran Bretagna, Italia, Taiwan.


Yangon (AsiaNews) – “Rivoluzione globale di primavera nel Myanmar”: con questo slogan gli attivisti pro-democrazia hanno rilanciato ieri le proteste sulle strade di molte città del Paese, anche col rischio di essere uccisi dalle forze di sicurezza della giunta. Intanto quest’oggi, a Kone Law, nello Stato Kachin, un elicottero dell’esercito, con l’equipaggio di tre soldati, è stato colpito e distrutto dal Kia, l’esercito armato dell’etnia locale. Ieri le forze del regime hanno fatto almeno sei morti.

Le manifestazioni di ieri hanno interessato anzitutto Yangon, con una dimostrazione prima dell’alba, scioltasi poi subito all’arrivo dei soldati.

Ieri mattina, a Wetlet (Sagaing), le forze di sicurezza hanno caricato una folla che si preparava a marciare. Dapprima hanno sparato proiettili di gomma, ma siccome la gente non si disperdeva, i soldati hanno cominciato a sparare proiettili letali. Secondo fonti locali, tre persone di 22, 24 e 42 anni sono state uccise.

Nel nord dello Stato Shan, verso le 9 di mattina, vi sono state dimostrazioni a Hsipaw e Nawnghkio. A Hsipaw un giovane 20enne è stato ucciso e almeno 10 persone sono state arrestate.

A Nawnghkio, l’esercito ha sparato contro un corteo e un uomo sui 40anni è rimasto ucciso.

Verso mezzogiorno, a Chanayethazan (Mandalay) si è radunata la colonna di protesta Mya Taung, presa spesso di mira dalla giunta. La colonna comprende decine di motociclisti e centinaia di manifestanti. I soldati sono arrivati con cinque camionette e hanno fatto quattro arresti. Essi hanno pure sequestrato sette motociclette.

Nel pomeriggio vi è stata una marcia di protesta a Hpakant (Stato Kachin), che l’esercito ha disperso con esplosivi e proiettili letali. Almeno una persona è stata uccisa con un colpo alla testa e diverse sono rimaste ferite.

Secondo l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici, il numero degli uccisi dal primo giorno del colpo di Stato (1° febbraio 2021) fino a ieri, è salito a 765.

La “Rivoluzione globale di primavera nel Myanmar” si è celebrata anche in altre parti del mondo. Manifestazioni a sostegno del movimento democratico del Myanmar si sono tenute a Manchester (Gran Bretagna); Milano (Italia); Taipei (Taiwan).

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