Hong Kong: altri 10 mesi di carcere per Joshua Wong

Condannato per aver partecipato alla veglia in ricordo del massacro di Tiananmen. Sei mesi anche al consigliere distrettuale Lester Shum; quattro mesi per Tiffany Yuen e Jannelle Leung. Wong sta già scontando una doppia pena, ed è in attesa di un nuovo processo per un reato contro la sicurezza nazionale.


Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Una corte distrettuale ha condannato ieri l’attivista pro-democrazia Joshua Wong ad altri 10 mesi di carcere aver partecipato lo scorso 4 giugno alla veglia in memoria del massacro di Tiananmen, vietata per la prima volta dalle autorità con la giustificazione della pandemia da coronavirus.

Per lo stesso caso, il consigliere distrettuale Lester Shum ha ottenuto sei mesi di detenzione; inflitti quattro mesi alle sue colleghe Tiffany Yuen e Jannelle Leung. I quattro condannati sono fra un gruppo di personalità democratiche – incluso il magnate dell’editoria Jimmy Lai – sotto processo per aver organizzato o preso parte all’annuale manifestazione che ricorda le uccisioni avvenute in piazza Tiananmen il 4 giugno del 1989: in quell’occasione migliaia di studenti cinesi furono massacrati per aver chiesto libertà e democrazia.

Il giudice Stanley Chan non ha accolto la tesi della difesa, secondo cui i quattro esponenti democratici hanno avuto un “ruolo passivo” durante l’evento, che come ogni anno si è svolto in modo pacifico. Egli ha sottolineato che la pena è stata ridotta a tutti di un terzo grazie alle loro dichiarazioni di colpevolezza.

Wong sta già scontando una condanna a 13,5 mesi per aver preso parte all’assedio di un commissariato di polizia nel 2019 e un’altra a quattro mesi per aver partecipato il 5 ottobre 2019 a una manifestazione non autorizzata. Egli protestava contro la proposta di legge sull’estradizione (poi ritirata dall’esecutivo) e il divieto di indossare maschere durante una dimostrazione pubblica.

Insieme a Shum e Yuen, il giovane leader democratico deve affrontare anche un processo per aver organizzato o preso parte in luglio a elezioni primarie per selezionare i candidati pro-democrazia alle parlamentari di settembre (poi rinviate). Secondo le autorità, se i democratici concorrono alle elezioni per ottenere la maggioranza al Legco (il Parlamento locale) violano la legge sulla sicurezza nazionale.

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