Famiglia cristiana vittima del ciclone Tauktae dona risarcimento ad altre vittime
di Nirmala Carvalho

I genitori di Saneesh Joseph, morto la scorsa settimana nel naufragio della nave di un'installazione petrolifera, destinano l'indennizzo loro attribuito a un fondo per le altre vittime e al potenziamento di una biblioteca in Kerala. Mons. Vadakumthala, vescovo di Kannur: "Una grande testimonianza di fede". 


Mumbai (AsiaNews) - Il padre di Saneesh Joseph, 36 anni, una delle vittime della tragedia del P-305 - la nave di un'installazione petrolifera affondata qualche giorno fa al largo della costa di Mumbai a causa del ciclone Tauktae - ha deciso di donare in beneficenza il proprio risarcimento per la tragedia. Destinerà 100mila rupie (circa 1370 dollari) al fondo per gli aiuti alle vittime promosso dal governo del Kerala e le altre 100mila rupie al potenziamento di una biblioteca nel distretto di Kannur, il luogo d'origine della famiglia.

Saneesh Joseph, cresciuto in una famiglia cristiana del villaggio di Chemperi, era uno scapolo e lavorava per conto della Mathew Associates. Sarebbe dovuto rientrare a casa alla fine del mese. Due giorni prima della tragedia aveva festeggiato il suo compleanno a bordo della nave P-305 e quella era stata l'ultima occasione in cui la famiglia lo aveva potuto sentire. La spoglie di Saneesh sono state recuperate e riportate in Kerala: i funerali si sono tenuti nella Lourdes Matha Forane Church di Chemperi.

Il vescovo della diocesi di Kannur, mons. Alex Vadakumthala, commenta ad AsiaNews: “Anche al culmine della sofferenza e di un grande sacrificio, la famiglia di Saneesh Joseph ha preso una decisione esemplare, che trasmette un grande messaggio alla società e alla propria comunità. Testimonia che anche davanti a una perdita dolorosa - un'esperienza triste che può capitare nella vita - è possibile andare oltre trasformando questo lutto in un bene per la società , contribuendo così al futuro”.

“Questa decisione - conclude il vescovo - ha le sue radici nella fede profonda di questa famiglia. Ci mostra che la fede va testimoniata anche nei momenti di crisi, riponendo la nostra fiducia nel Signore che ha sacrificato se stesso sulla croce. Questo gesto ci stimola tutti ad essere testimoni coraggiosi anche nei momenti di crisi”.

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