Confraternite indù: stop alle conversioni e controllo delle nascite
di Nirmala Carvalho

Il caso di due musulmani arrestati nell'Uttar Pradesh con l'accusa di aver convertito all'islam 1.000 persone ha riacceso le polemiche in India. L'Akhil Bhartiya Akhara Parishad, che riunisce 13 grandi gruppi religiosi indù, annuncia un vertice; vuole anche una legge che vieti alle coppie di avere più di due figli. Il vescovo di Lucknor mons. Mathias: "Diritti fondamentali che non possono essere messi in discussione".


Lucknow (AsiaNews) – Il tema delle conversioni torna a infiammare l'India. L' Akhil Bhartiya Akhara Parishad (Abap), organismo che riunisce le 13 akharas, le confraternite indù, ha annunciato l'intenzione di convocare presto un proprio vertice per decidere “le iniziative da prendere contro le conversioni” nel Paese. L'annuncio è giunto dopo la notizia dell'arresto da parte della polizia dell'Uttar Pradesh di due musulmani di Delhi, accusati di aver “organizzato un racket che ha convertito all'islam più di 1.000 persone”.

“Dobbiamo trovare una soluzione per fermare questi incidenti”, ha commentato il presidente dell'Abap Narendra Giri. Egli è tornato a invocare provvedimenti, ma ha riconosciuto anche che è “chi viene trattato come fuori casta a cercare rifugio nelle altre religioni”. ”Chiederemo agli indù - ha dichiarato il mahant Giri - di superare le considerazioni di casta e rapportarsi a tutti con dignità e rispetto per evitare queste circostanze”. Ha aggiunto, però, che all'incontro delle 13 akharas si parlerà anche dei “passi da intraprendere per riportare a casa quanti hanno cambiato religione”.

Il 22 giugno l'Abap si era espressa in favore dell'adozione di leggi per il controllo della crescita della popolazione. Lo stesso Giri scrive in un comunicato che i saggi indù hanno sempre sostenuto che l'aumento demografico dovesse essere controllato. Aggiungendo che una legge dovrebbe stabilire che le coppie, indipendentemente dalla propria religione, non possano avere più di due figli. In questo senso i legislatori dell'Uttar Pradesh stanno già predisponendo per il governo locale un disegno di legge che limiterebbe alle famiglie con non più di due figli l'accesso ai sussidi pubblici.

Il vescovo di Lucknow Gerald J. Mathias esprime ad AsiaNews preoccupazione per entrambe queste posizioni: “La Chiesa cattolica ha sempre condannato le conversioni forzate o ottenute con l'inganno. Tuttavia sosteniamo la libertà religiosa; ciascuno deve essere libero di professare, praticare e testimoniare la propria religione. Si tratta di un diritto fondamentale che è anche riconosciuto dalla Costituzione indiana. Ogni legge che voglia mettere al bando le conversioni è inaccettabile e viola i diritti umani”.

“Quanto alla decisione sul numero dei figli - continua mons. Mathias - è un diritto sacro di ogni coppia. Nessuno, nemmeno un governo può interferire imponendo leggi che vanno contro questo diritto. Solo i regimi totalitari lo fanno. L'esplosione demografica è un mito. Come diceva giustamente il mahathma Gandhi: su questa terra c'è abbastanza per i bisogni di ciascuno, ma non per l'avidità di ciascuno”.

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