Torna in Cambogia leader dell' opposizione in esilio

Dopo la grazia concessa dal re, Sam Rainsy, è tornato a casa. Era in esilio volontario in Francia da un anno. Riconciliazione con Hun Sen, speranza di maggiore democrazia nel Paese, accusato ancora di mancato rispetto dei diritti civili.


Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – Il leader dell'opposizione in Cambogia, Sam Rainsy, è tornato a casa dopo aver passato l'ultimo anno in esilio volontario in Francia. Ad attenderlo all'aeroporto di Phnom Penh vi erano circa 2 mila persone. "Sono molto contento – ha esclamato Rainsy - oggi inizia un nuovo capitolo per la politica della Cambogia".

Sam Rainsy aveva lasciato il Paese dopo la sospensione dell'immunità parlamentare impostagli a febbraio 2005. A dicembre è stato condannato a 18 mesi di carcere per avere diffamato Hun Sen e il principe Norodom Ranariddh, presidente del parlamento.

La scorsa settimana re Norodom Sihamoni, in modo inaspettato, ha accolto la richiesta di clemenza di Hun Sen e ha concesso la grazia al leader politico. Il 3 febbraio Rainsy si è scusato con Hun Sen per averlo accusato di essere il mandante dell'attentato esplosivo che nel 1997 uccise alcuni sostenitori del suo partito. Il politico si è anche riconciliato con Ranariddh, che aveva accusato di corruzione.

Il 5 febbraio anche il parlamentare Cheam Channy, in carcere da un anno ha ricevuto la grazia reale. Era stato condannato ad agosto per  frode e cospirazione anti-governativa, al termine di un processo definito iniquo da organismi internazionali.

Sam Rainsy dichiara che il suo partito è disposto al dialogo con quello di Hun Sen, il Cambodian People's Party, al potere. Allo stesso tempo il leader assicura che non abbandonerà le sue posizioni in cambio della grazia concessagli.

Alcuni governi stranieri vedono in questa riconciliazione un segno di crescente democrazia. Molti esperti la considerano, invece, un tentativo del governo cambogiano di avere il favore dei donatori internazionali, che il prossimo mese si incontreranno per decidere se dare milioni di dollari di aiuti al re, dopo le gravi critiche rivolte a Phnom Penh nelle ultime settimane per il mancato rispetto dei diritti civili.