Gaza, nuovi raid israeliani in risposta al lancio di palloncini incendiari

I caccia hanno centrato una fabbrica di armi di Hamas. Dalla Striscia erano partiti palloncini che avevano causato quattro incendi - subito domati - nel sud di Israele. La risposta militare immediata al lancio segna una svolta fra il governo Netanyahu e quello attuale. In passato Bennett aveva chiesto di equiparare i palloncini ai missili. 


Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Dopo due settimane di relativa calma, stamane si sono registrati nuovi raid aerei dei caccia con la stella di David a Gaza in risposta al lancio, ieri pomeriggio, di palloncini incendiari dalla Striscia verso il sud di Israele. Nell’area è ancora vivo il ricordo dell’ultimo conflitto-lampo, a maggio, che ha provocato centinaia di vittime, anche bambini e il timore è che la tensione fra le parti possa innescare una nuova escalation. A metà giugno era avvenuto un episodio analogo in concomitanza con la visita del patriarca di Gerusalemme dei latini mons. Pierbattista Pizzaballa nell’enclave palestinese, ma si è trattato di operazioni mirate che non hanno avuto ulteriore seguito sul piano militare. 

Fonti locali riferiscono che nelle prime ore della mattinata caccia israeliani hanno colpito una fabbrica di armi di Hamas, che governa la Striscia; in precedenza, da Gaza erano partiti palloncini che avevano causato almeno quattro diversi roghi - senza provocare danni - in diverse zone nel sud di Israele, lungo la frontiera. Secondo quanto afferma l’esercito israeliano, il sito obiettivo del raid era usato dall’organizzazione estremista per costruire e sviluppare armi. I militari, spiega una nota, “risponderanno con determinazione contro tutti i tentativi di terrore provenienti da Gaza”. 

Al momento non si hanno conferme ufficiali di vittime o feriti. Analisti ed esperti sottolineano che l’operazione immediata in risposta al lancio di palloncini potrebbe indicare già un primo cambiamento nel governo guidato dal primo ministro Naftali Bennett, rispetto al predecessore Benjamin Netanyahu. Più volte, infatti, il precedente esecutivo aveva scelto di non contrattaccare, per evitare di innalzare la tensione lungo il confine meridionale. 

Negli ultimi tre anni i palestinesi della Striscia di Gaza, per lo più legati ad Hamas e ad altri gruppi terroristici, hanno lanciato migliaia di ordigni incendiari ed esplosivi nel sud di Israele, causando incendi estesi e danni significativi a campi agricoli, riserve naturali e proprietà privata. Hamas usa questa tecnica come mezzo di pressione su Israele, perché contribuisca all’opera di ricostruzione nella Striscia. Bennett, che ha rimpiazzato Netanyahu il 13 giugno, aveva più volte sollecitato una risposta più dura e decisa ai lanci, affermando che andavano trattati allo stesso modo dei razzi. 

Nel 2018 l’attuale premier - allora ministro dell'Istruzione - aveva chiesto all’esercito di uccidere quanti lanciavano palloncini da Gaza, trovando l’opposizione dell’allora capo delle Forze armate israeliane Gadi Eisenkot.

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