‘La Ue deve stipulare un accordo sugli investimenti con Taipei’
di Emanuele Scimia

La richiesta è contenuta nella nuova strategia europea verso la Cina che sarà votata al Parlamento Ue il 15 luglio. Sottolineati gli interessi commerciali e i valori comuni tra Europa e Taiwan. La relatrice Hilde Vautmans: Commissione e Consiglio Ue sono riluttanti, non vogliono mettere in pericolo le relazioni con Pechino. “La Ue deve difendere i suoi valori quando sono sotto attacco”.


Bruxelles (AsiaNews) – “La Commissione Ue e il Consiglio europeo devono andare verso la stipula di un accordo bilaterale sugli investimenti con Taiwan”. La richiesta è contenuta nella “nuova strategia” per i rapporti tra Unione europea e Cina. Lo ha anticipato ad AsiaNews Hilde Vautmans, europarlamentare del gruppo liberale Renew Europe e relatrice del rapporto che sarà votato il 15 luglio dal Comitato affari esteri del Parlamento europeo.

La bozza di documento chiede a Commissione e Consiglio di avviare con urgenza una valutazione d’impatto, una consultazione pubblica e passi esplorativi con le autorità taiwanesi. Tenendo conto delle dinamiche regionali in Asia orientale, esso sottolinea l’importanza dei rapporti economici tra l’Unione e Taipei, soprattutto in ambiti come multilateralismo e Organizzazione mondiale del commercio (di cui Taiwan è membro), tecnologia e salute pubblica. Il rapporto individua anche come “essenziale” la cooperazione su forniture vitali, come i microchip, di cui l’isola è uno dei primi produttori al mondo.

Le autorità taiwanesi caldeggiano la firma di un accordo commerciale tra il loro Paese e la Ue. Lo scorso mese la delegazione di Taipei presso l’Unione ha detto che i negoziati per un trattato sugli investimenti non dovrebbero essere ostaggio di quelli in corso tra il blocco europeo e la Cina.

Nel 2020 Taiwan è stato il 14° partner commerciale della Ue. Il loro volume di scambi (49,3 miliardi di euro) è stato superiore a quello registrato dall’Unione con Vietnam e Singapore, due Paesi con cui ha già concluso estesi accordi commerciali e sugli investimenti. L’esecutivo europeo rimane tiepido sull’idea di stipulare un’intesa formale con Taipei. La Commissione Ue ripete come un mantra di voler “esaminare possibili opzioni per potenziare il nostro coinvolgimento con Taiwan, un importante partner commerciale con cui condividiamo identità di pensiero. È un lavoro in corso a Bruxelles”.

Vautmans fa notare che Commissione e Consiglio Ue sono “riluttanti” perché essi credono che la mossa danneggerebbe la “politica dell’unica Cina” a cui l’Unione aderisce. Pechino considera Taiwan una provincia ribelle, e non ha mai escluso di riconquistarla con l’uso della forza. L’isola è di fatto indipendente dalla Cina dal 1949; all’epoca i nazionalisti di Chiang Kai-shek vi hanno trovato rifugio dopo aver perso la guerra civile sul continente contro i comunisti, facendola diventare l’erede della Repubblica di Cina fondata nel 1912. Le autorità cinesi hanno più volte ammonito quelle europee di non intrattenere rapporti di tipo statuale con il governo dell’isola.

La firma di un patto commerciale con Taipei scatenerebbe la rabbia dei cinesi, peggiorando le relazioni tra Ue e Cina. Esse sono già segnate in modo negativo dal recente scambio di sanzioni e controsanzioni sul trattamento degli uiguri nello Xinjiang, e dalla decisione del Parlamento Ue di congelare il processo di ratifica dell’accordo sino-europeo sugli investimenti.

“La riluttanza della Ue non deve sorprendere, però. Basta vedere la mancata reazione di Commissione e Consiglio alle misure punitive della Cina a personalità ed entità europee che difendono i diritti umani”, spiega Vautmans. L’esecutivo Ue, conclude l’europarlamentare belga, “ha buone ragioni per voler evitare un conflitto con la Cina, ma allo stesso tempo le istituzioni comunitarie devono agire unite e difendere i valori europei quando sono sotto attacco”.