Colombo: scuola online, opportunità per vivere i valori cristiani
di Melanie Manel Perera

Anche in Sri Lanka le lezioni scolastiche si sono spostate online, ma molti ragazzi non dispongono di tablet o connessioni internet. Le insegnanti raccontano come stanno vivendo questo periodo complicato: "Come cristiani è nostra responsabilità continuare con il processo educativo".


Colombo (AsiaNews) - “È un periodo inaspettato e difficile per tutti, però abbiamo anche la possibilità di vivere più a fondo i valori cristiani”. Lo ha detto ad AsiaNews Chamudi Fernando, un’insegnante cattolica del St. Joseph's College di Nugegoda nell'arcidiocesi di Colombo. Come nel resto del mondo, anche in Sri Lanka da un anno le lezioni si svolgono online. Però per gli insegnanti come Chamudi, continuare il proprio lavoro è stata una sfida: “È difficile far capire ai bambini più piccoli come mantenere le distanze. Spesso chiedono perché non possono tornare a scuola a rivedere i loro amici. E con le lezioni abbiamo dovuto ingegnarci per non fare loro perdere l'interesse all'apprendimento”.

Chamudi ha proposto alle famiglie delle attività di giardinaggio domestico in cui i bambini dovevano curare dei piccoli orti in bottiglie, vasi, bicchieri o sacchi. “Ho ricevuto delle bellissime foto che poi ho condiviso con tutta la classe”. Un modo per restare uniti in tempo di pandemia, anche se il divario tecnologico rischia di escludere i ragazzi più svantaggiati.

“Il governo si è fatto promotore dell’istruzione online, ma ha ignorato i problemi reali delle famiglie. La maggior parte dei miei studenti non dispone di un tablet o di una buona connessione internet”, ha raccontato Nisansala Udeshika, anche lei maestra cattolica nella scuola buddhista Uthurawala Dharmaraja Vidyalaya, che si trova nella zona rurale di Kurunegala. Poiché molti suoi studenti non hanno nemmeno uno smartphone, Nisansala ha preparato copie cartacee dei compiti e poi alcuni genitori si sono fatti carico di distribuirle a tutto il villaggio: “Anche come cristiana è mia responsabilità continuare il processo educativo e preoccuparmi per i miei studenti. Con la benedizione di Dio riusciremo a superare questo momento complicato”. 

La maggior parte dei bambini nella scuola di Nisansala proviene da famiglie povere o disgregate. Alcuni vivono con i nonni perché i genitori lavorano a cottimo nelle piantagioni di cocco. “La prima cosa che ho fatto è stato capire come se la stessero passando le famiglie”. E dopo tanti sforzi la gioia dei genitori è il regalo più grande per le insegnanti: “Ci hanno ringraziati per essere stati vicini ai loro figli, la loro felicità è un dono prezioso per noi”.

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