Washington sollecita Teheran a riprendere i colloqui sul nucleare

Le dichiarazioni sono arrivate ieri dal portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price. Durante il discorso di insediamento il neopresidente iraniano Ebrahim Raisi ha detto di voler tendere 'una mano di amicizia" ai Paesi della regione. L'Iran accusato di un attacco a una petroliera israeliana.


Washington (AsiaNews/Agenzie) - Gli Stati Uniti hanno sollecitato il presidente iraniano Ebrahim Raisi, insediatosi ieri, a tornare ai colloqui per il ripristino dell'accordo nucleare del 2015. La dichiarazione è arrivata dal portavoce del dipartimento di Stato Ned Price: “Sollecitiamo l'Iran a tornare presto ai negoziati in modo da concludere il nostro lavoro”. Egli ha poi aggiunto: “Speriamo che l'Iran colga ora l'opportunità di proporre soluzioni diplomatiche”.

Tra i favoriti a sostituire la guida suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, nel suo discorso di insediamento Raisi ha ribadito la volontà iraniana di mantenere l’indipendenza del Paese e resistere alla prepotenza straniera. Il neoeletto presidente ha poi promesso di perseguire “la diplomazia”, soprattutto nei confronti dei Paesi vicini: “Tendo una mano di amicizia e fratellanza a tutti i Paesi, soprattutto quelli della regione”, ha dichiarato.

Con l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti si erano ritirati in maniera unilaterale dall’accordo sul nucleare iraniano, conosciuto anche con il nome di Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa); a inizio 2020 Washington ha ucciso anche il generale iraniano Qasem Soleimani, comandante della Forza Qods, con un raid aereo su Baghdad. 

Dopo l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca, gli Usa stanno cercando di ridurre le tensioni nella regione. La settimana scorsa l’Iran è stato accusato dal Regno Unito e da Israele di aver condotto un attacco contro la petroliera israeliana Mercer Street e aver ucciso due membri dell’equipaggio al largo del Golfo di Oman. Il governo israeliano sostiene di aver fornito agli alleati “prove concrete” sulla responsabilità di Teheran, mentre il segretario di Stato americano Antony Blinken ha paventato l’idea di una “risposta collettiva”.

Negli ultimi tempi l’Iran aveva ricominciato ad arricchire l’uranio in concentrazioni più elevate, sostenendo che il programma nucleare abbia solo scopi pacifici.

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