Card Gracias: una giornata di lutto contro la legge sull'aborto
di Nirmala Carvalho

Il 10 agosto segna il 50° anniversario dell'approvazione della legge sull'interruzione di gravidanza in India. Vescovi indiani invitati promuovere una mentalità a favore della vita nella società indiana.


New Delhi (AsiaNews) - Il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale cattolica dell'India, ha invitato i vescovi del Paese a celebrare un “Giorno di lutto” nazionale per il prossimo 10 agosto. La data quest’anno segnerà il 50° anniversario dell’entrata in vigore della legge sull’interruzione di gravidanza. 

Nella lettera inviata ai prelati indiani, il card. Gracias spiega che “milioni di aborti hanno avuto luogo dall’approvazione delle legge e non sembra esserci un rallentamento di questa tendenza a sopprimere la vita”. Scopo di tale giornata è “poter esprimere il dolore per l’uccisione di bambini indesiderati e promuovere una mentalità a favore della vita nella nostra società”. Il testo continua suggerendo alcune iniziative da poter mettere in atto in occasione della giornata di cordoglio.

“Dio è il creatore della vita”, ha affermato ad AsiaNews il vescovo di Kalyan, mons. Thomas Elavanal. “La vita è sacra e preziosa agli occhi di Dio e quindi va protetta e promossa fin dal primo momento, dal grembo alla tomba”.

Il dott. Pascoal Carvalho, medico di Mumbai e membro della Pontificia accademia per la vita, ha commentato dicendo che “qualsiasi intervento medico dovrebbe avere il solo scopo di salvare la vita. Definire l’interruzione di gravidanza un intervento medico è un modo sottile per mascherare un atto orrendo verso una persona indifesa”. Egli ha poi aggiunto: “All'inizio la legge permetteva l'interruzione della gravidanza fino a 20 settimane, ma nel marzo 2021 è stato approvato un emendamento che autorizza l’aborto fino a 24 settimane”.

Il dott.Carvalho fa notare che "dal momento del concepimento, cioè dal primo giorno di vita nel grembo materno, il bambino è una persona e ha gli stessi diritti di qualsiasi adulto”.

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