Lahore: le minoranze religiose chiedono più diritti
di Shafique Khokhar

In occasione della Giornata nazionale delle minoranze, il Rwadari Tehreek ha domandato la fine della discriminazione nei confronti dei cristiani e degli indù. Presentato un documento con delle raccomandazioni al governo. Le minoranze religiose non sono rappresentate per l'inefficienza del sistema democratico.


Lahore (AsiaNews) - In occasione della Giornata nazionale delle minoranze, il gruppo umanitario Rwadari Tehreek ha organizzato una manifestazione per esprimere solidarietà ai cristiani e agli induisti del Pakistan. Alla protesta hanno partecipato persone di diverse fedi religiose per segnalare le loro difficoltà e chiedere al governo la fine della discriminazione nei loro confronti.

Samson Salamat, presidente del Rwadari Tehreek, ha espresso la propria preoccupazione per “la radicata discriminazione religiosa, la disuguaglianza, e l’isitgazione all’odio. Sentimenti alimentati dalle false accuse di blasfemia e i continui episodi di conversione forzata di ragazze indù e cristiane”. È quindi naturale che le persone appartenenti alle minoranze religiose si sentano insicure e minacciate: “Le loro voci rimangono inascoltate nonostante il deterioramento dei loro diritti. Non chiediamo che la messa in pratica delle parole del fondatore del Pakistan Muhammad Ali Jinnah”. Nel suo discorso all'Assemblea costituente dell'11 agosto 1947, il Quaid-e-Azam (Grande Leader) prometteva lo stesso trattamento per tutti i cittadini senza distinzione di casta, colore o credo.

“La discriminazione contro le minoranze è istituzionalizzata” ha aggiunto Salamat, portando come esempio i lavori umili a cui sono costretti i cristiani e gli indù. “Il cambiamento della nostra situazione può avvenire solo attraverso il processo politico”. Per questa ragione il Rwadari Tehreek ha presentato al governo una serie di raccomandazioni. Al posto di “Giornata delle minoranze”, che viene celebrata l’11 agosto, si dovrebbe parlare di “Giornata della pari cittadinanza”; la legge sulla blasfemia, che viene abusata per redimere questioni personali, dovrebbe essere rivista; una commissione d'inchiesta indipendente dovrebbe valutare i casi di conversione forzata; e il governo dovrebbe elaborare un piano di deradicalizzazione che limiti l’istigazione all’odio nel discorso pubblico.

 “È un vero peccato che nei corridoi del potere le minoranze religiose non siano rappresentate a causa dell'inefficienza del sistema democratico pakistano”, ha spiegato Salamat. “Non c’è un’elezione diretta, sono i partiti a scegliere i loro rappresentanti, per cui i cristiani e gli indù non hanno voce in politica”.

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