Hong Kong: arrestati 4 organizzatori della veglia per il massacro di Tiananmen

Appartengono alla Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China. Si sono rifiutati di collaborare con la polizia per la sicurezza nazionale. Il gruppo pro-democrazia è accusato di essere un agente straniero. Come fatto dall’Unione degli insegnanti e dal Civil Human Rights Front, l’Alleanza valuta lo scioglimento.


Hong Kong (AsiaNews) – La polizia ha arrestato stamane quattro leader della Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China, che il 4 giugno di ogni anno organizza la tradizionale veglia in ricordo del massacro di Tiananmen del 1989. I fermi sono scattati dopo che ieri il gruppo pro-democrazia si è rifiutato di dare alle Forze dell’ordine informazioni sulle proprie attività e risorse finanziarie, violando l’articolo 43 della draconiana legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino.

Le autorità accusano l’Alleanza di essere al servizio di governi stranieri. I vertici dell’organizzazione nata 32 anni fa hanno respinto l’imputazione, affermando che le richieste della polizia non hanno alcun fondamento legale. Essi hanno sottolineato di essere in effetti degli “agenti”, ma della “coscienza dei cittadini di Hong Kong”, e che non spetta al capo dell’esecutivo Carrie Lam stabilire chi rappresenta la società civile di Hong Kong.

Gli arresti hanno colpito la vice presidente dell’Alleanza Chow Hang-tung e tre membri del suo comitato: Leung Kam-wai, Chan To-wai e Tang Ngok-kwan: rischiano fino a sei mesi di prigione e una multa di 100mila dollari HK (circa 10.900 euro).

Non è la prima volta che la polizia arresta Chow. Un avvocato, la leader dell’Alleanza oggi avrebbe dovuto dibattere la richiesta di libertà su cauzione per Gwyneth Ho, tra i 47 attivisti arrestati il 28 febbraio per aver organizzato o preso parte nell’estate 2020 alle primarie del fronte democratico.

Ieri il segretario cittadino alla Sicurezza Chris Tang aveva promesso una rapida azione contro chi si rifiuta di collaborare con la polizia per la sicurezza nazionale, che non ha escluso altri arresti.

L’Alleanza è da mesi nel mirino dell’esecutivo e di personalità pro-Pechino, che ne chiedono lo scioglimento in base alla legge sulla sicurezza. Lee Cheuk-yan e Albert Ho, fra le figure più importanti del gruppo democratico, sono già in carcere con l’accusa di aver partecipato nel 2019 a manifestazioni non autorizzate. A fine mese, un incontro deciderà se sciogliere l’organizzazione o meno.

In un editoriale pubblicato dall’Hong Kong Free Press alla vigilia degli arresti, il presidente dell’Associazione cittadina dei giornalisti scrive che l’accusa all’Alleanza di essere un agente straniero “sfida il buon senso”. Secondo Chris Yeung, accusare decine di migliaia di persone che hanno reso omaggio alle vittime di Tiananmen di far parte di un complotto straniero per minare la sicurezza nazionale “è un insulto alla coscienza collettiva”.

Su pressione delle autorità, altre due organizzazioni storiche come l’Unione degli insegnanti e il Civil Human Rights Front si sono sciolte di recente. La prima era il più grande sindacato cittadino di settore, la seconda la principale coalizione democratica.

 

(Foto HKFP)

HK-ZH_0908_Alliance.jpg