Wathupitiwala: lavoratori protestano contro il loro licenziamento
di Melanie Manel Perera

La AGT Gloves Knitting ha sospeso dei dipendenti per essersi uniti a un sindacato. Avevano denunciato di aver subito molestie e di essere stati costretti a lavorare a ritmi estenuanti. Il 90% della forza lavoro in Sri Lanka non aderisce a un'organizzazione sindacale. 


Colombo (Asia News) - Un gruppo di dipendenti dell'azienda produttrice di guanti ATG Gloves Knitting nei giorni scorsi ha protestato contro il proprio licenziamento. “L'azienda ha violato tutte le regole in materia di lavoro senza alcun tipo di controllo. È ingiusto”, hanno detto i 16 lavoratori che si sono riuniti nella zona franca di Wathupitiwala. In loro sostegno si sono aggiunti diversi sindacati e organizzazioni, alcuni partiti politici, e avvocati e operai delle fabbriche di Wathupitiwala e Katunayake. 

I lavoratori erano stati licenziati ad agosto per aver aderito a un sindacato nel mezzo della pandemia da Covid-19. Hanno spiegato di aver voluto entrare a far parte del Commercial and Industrial Workers Union a causa delle terribili condizioni di lavoro a cui erano costretti: uomini e donne hanno dichiarato di aver subito molestie sessuali e di aver lavorato in situazioni di privazione di sonno. “Sembrava di dover lavorare sotto dittatura”, hanno commentato ad AsiaNews. “Ci veniva chiesto di ottenere il massimo ma senza che ci fosse un reale interesse nei confronti della manodopera”. Anche in assenza di dipendenti, ai presenti era chiesto di consegnare i prodotti finiti al termine della giornata lavorando a ritmi estenuanti. 

Non sono previsti colloqui con la direzione, le lamentele non sono accolte e l’amicizia tra colleghi non è incoraggiata, hanno spiegato: “In qualche modo dobbiamo sempre soddisfare gli obiettivi di produzione e non vogliono che formiamo gruppi tra di noi”. Essi hanno aggiunto che “quando hanno scoperto che avevamo creato un sindacato, il responsabile delle risorse umane ci ha informato che ci sarebbe stato tolto il lavoro”.

La ATG si è rifiutata di reintegrare i lavoratori, sebbene i licenziamenti siano avvenuti in diretta violazione delle istruzioni del Commissario generale del lavoro.

Secondo gli attivisti che si battono per i diritti dei lavoratori, in Sri Lanka meno del 90% della forza lavoro che opera nel settore privato fa parte di sindacati. Secondo le aziende vige un disinteresse generale da parte dei lavoratori, ma in realtà le organizzazioni di lavoratori a Katunayake, Wathupitiwala, Biyagama, Kilinochchi e Mullaitivu hanno sottolineato che le pratiche antisindacali delle imprese e la paura di perdere il lavoro restano le ragioni principali che impediscono ai dipendenti di aderire a un'organizzazione sindacale. 

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