Taiwan, il presidente Chen abolisce il Consiglio per la riunificazione

La decisione "fa infuriare la Cina e preoccupa Washington". Leader dell'opposizione: "L'unico effetto sarà quello di perdere l'appoggio americano".


Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente taiwanese, Chen Shui-bian, ha abolito oggi il Consiglio nazionale per l'unificazione: secondo diversi analisti, la decisione "fa infuriare la Cina e preoccupa Washington".

Il Consiglio – anche se in pratica esistente solo sulla carta - era considerato infatti da Pechino il "simbolo di una generica volontà" da parte di Taipei di ricongiungersi in futuro alla Cina continentale. Gli Stati Uniti, dal canto loro, si sono sempre dichiarati "contrari a qualsiasi iniziativa, da qualsiasi parte, che modifichi lo status quo dello Stretto".

La prima reazione ufficiale alla decisione di Chen è arrivata dall'agenzia governativa Xinhua che, in un comunicato, ha detto: "Il leader taiwanese Chen Shui-bian ha abolito il cosiddetto Consiglio dell'Unificazione: il Partito Nazionalista [Kuomintang ndr] e quello Popolare hanno aspramente criticato questa iniziativa".

Il Consiglio, fondato nel 1990 dal governo taiwanese allora retto dal Kuomintang, e' del tutto inattivo dal 2000, anno in cui è salito al potere il democratico Chen Shui-bian. Incontrando la settimana scorsa un uomo politico americano, Chen ha definito l'organismo "un retaggio di un'era passata" ed ha comunque precisato che questa sua decisione non apre la strada dell'indipendenza formale per l'isola.

Ma Ying-jeou, leader del Kuomintang, sostiene che l'abolizione del Consiglio avrà "come unico effetto" quello di allontanare gli Usa da Taiwan e spingerli verso la Cina.

Taiwan è di fatto separata dalla Cina dal 1949, quando l'esercito nazionalista di Chang Kai Shek vi si rifugiò sconfitto dalle forze comuniste di Mao Zedong. Il governo di Taipei ha avuto un seggio all'Onu fino al 1972, quando l'organizzazione internazionale ha riconosciuto la Repubblica Popolare cinese come membro dell'Onu.

Attraverso aiuti a paesi poveri o molto piccoli, Taiwan ha sempre stabilito rapporti diplomatici, cercando di riconquistarsi un seggio all'Onu. Molti paesi, pur riconoscendo Pechino, conservano incaricati d'affari a Taiwan per sfruttare le enormi potenzialità economiche dell'isola.

Gli Stati Uniti riconoscono Pechino e sono fedeli al principio dell' "unica Cina", ma esigono che la possibile riunificazione avvenga in modo pacifico. Una legge del Congresso, il Taiwan Relation Act, obbliga Washington ad intervenire militarmente a sostegno dell' isola in caso di attacco da parte della Cina.

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