Delhi, raid del fisco indiano nelle sedi del colosso cinese Huawei

Le altre notizie del giorno: India ed Emirati Arabi Uniti firmano accordo commerciale e sugli investimenti. Pandemia fuori controllo a Hong Kong. Legge di Taiwan per proteggere l’industria dei microchip dallo spionaggio cinese. Giunta birmana ha raso al suolo più di 4.500 abitazioni civili. Sale ancora la tensione politica in Georgia.


INDIA-CINA

Agenti del fisco indiano hanno compiuto raid nelle sedi di Delhi, Gurugram e Bengaluru di Huawei. Lo ha rivelato ieri il colosso cinese della telefonia. Dagli scontri di confine del 2020, il governo di Narendra Modi ha intensificato i controlli nei confronti delle compagnie hi-tech cinesi. Xiaomi è stata già condannata a sborsare 88 milioni di dollari in tasse non pagate.

INDIA-EMIRATI ARABI UNITI

Delhi e Abu Dhabi firmeranno domani una accordo commerciale e sugli investimenti. Lo sottoscriveranno in modalità virtuale il premier indiano Narendra Modi e il principe ereditario della monarchia del Golfo, Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

HONG KONG-CINA

Non si fermano i contagi da Covid-19 nell’ex colonia britannica, arrivati ieri a 4.285, con nove decessi. Intanto sale la pressione su Carrie Lam, capo dell’esecutivo cittadino, per la gestione della crisi. Il presidente cinese Xi Jinping ha intimato ai governanti della città di contenere l’emergenza.

TAIWAN

Il governo taiwanese ha proposto oggi l’approvazione di una legge per prevenire il furto di segreti tecnologici da parte della Cina. La misura mira soprattutto a proteggere l’industria locale dei microchip, di cui l’isola è la prima produttrice mondiale.

MYANMAR

Dal colpo di Stato del febbraio 2021, i militari ora al potere hanno raso al suolo 4.571 abitazioni civili, secondo i calcoli di Data for Myanmar. Più della metà degli abbattimenti sono avvenuti nella regione di Sagaing, teatro di ripetuti scontri tra l’esercito e gruppi armati di opposizione.

UCRAINA

Il progetto di concordato tra l’Ucraina e la Santa Sede rischia di aggravare ulteriormente i rapporti tra ortodossi e cattolici nel Paese. Lo affermano i rappresentanti del partito “Opposizione per la vita”, che rappresentano le posizioni della giurisdizione filo-russa.

GEORGIA

Si aggrava lo scontro politico nella repubblica caucasica. Il Parlamento di Tbilisi, controllato dal partito del “Sogno Georgiano”, ha espulso tre deputati di opposizione: Elena Koshtarya, Shalva Natelashvili e Bari Dzharapidze. L’ex speaker dell’assemblea, Kakhi Kuchava, si è dimesso per solidarietà.