ā€˜Zā€™: la nuova svastica delle forze russe in Ucraina
di Vladimir Rozanskij

Usata come simbolo universale del sostegno al governo russo e alla sua “operazione militare speciale” in terra ucraina. Un artificioso segno del totalitarismo putiniano. Ma i giovani russi non si prestano alla propaganda del regime.


Mosca (AsiaNews) – Dopo due settimane di guerra in Ucraina, la lettera Z in alfabeto latino è diventata il simbolo universale del sostegno al governo russo e alla sua “operazione militare speciale” in difesa del Donbass e della civiltà russa nei confronti dell’invasione dell’Occidente. La Z si può trovare sui siti ufficiali, ma anche sui grandi schermi pubblicitari al centro delle città russe con la scritta #NonLasciamoiNostri (#SvoikhNeBrosaem), sugli edifici della pubblica amministrazione, davanti ai musei e sulle persone stesse, che la riproducono sugli abiti, sul maquillage e perfino sulla manicure. “Z” sta per “Za pobedu”, in russo “Per la vittoria”, il vero ideale della grande Russia putiniana.

I critici definiscono la Z come la “nuova svastica”, mentre i sostenitori della guerra la ritengono un simbolo di sostegno all’esercito impegnato nelle operazioni di “liberazione” dell’Ucraina dai “neonazisti” e agenti dei poteri forti dell’Occidente. La dirigenza dell’esercito russo lascia intendere che si tratti anche del codice di tutta l’operazione, per indicare le truppe speciali tattiche contrassegnate proprio dalla lettera Z.

Fin dai primi giorni dell’invasione russa del Donbass e dell’intera Ucraina, in rete sono apparse immagini di soldati, armamenti e mezzi blindati russi contrassegnati dalla Z, ma anche dalla V e da altre lettere latine. Durante un flashmob nelle piazze di varie città russe in sostegno alla guerra, la gente si è radunata in modo da formare una lettera Z, sia a piedi che in automobile per farsi fotografare dai droni, e da allora questo è diventato il segno distintivo dell’appoggio alla guerra di Putin. A Kazan, capitale del Tatarstan, al flashmob sono stati costretti a partecipare perfino i bambini del locale orfanatrofio, disposti anch’essi a forma di Z.

Il nuovo simbolo viene usato per incutere timore negli avversari. Nell’ultima perquisizione della polizia nei locali dell’associazione “Memorial”, sciolta per decisione dei tribunali, gli agenti hanno preso tutto lasciando dei foglietti con la lettera Z e la scritta “Memorial, è finita”.

La Z viene dipinta sulla porta delle case e degli appartamenti dei noti oppositori alla guerra, come le cantanti Pussy Riot e il critico cinematografico Anton Dolin. Un giornalista e cantante anti-putiniano, Igor Grigoriev, ha scritto su Telegram che “la nuova svastica, la Z, sta ormai invadendo tutta la Russia”, e a lui si unisce la nota scrittrice ed editorialista russa del New Yorker, Maša Gessen, secondo cui “graficamente la Z assomiglia alla svastica più di qualunque altro simbolo di derivazione sovietica, come la stella a cinque punte, la falce e martello o la bandiera rossa. In meno di una settimana la Z è diventata il simbolo del nuovo totalitarismo russo”.

Sulla rete molti accostano la Z al “Wolfsangel”, un simbolo tedesco simile alla runa “Ehiwaz” e alla zeta latina, che rappresenta un gancio per la caccia al lupo, come già suggerisce il nome. Era un simbolo riprodotto nel tardo Medioevo sui cippi che delimitavano le zone boschive, anche come talismano contro gli attacchi dei lupi, oggi identificati con i “neonazisti” ucraini. Lo utilizzavano in realtà alcune divisioni delle SS e della Wermacht, proprio quelle che hanno combattuto durante la Seconda guerra mondiale in Russia.

Solo che stavolta il simbolo è stato pensato dagli specialisti di propaganda del Cremlino, come assicurano diversi osservatori interni ed esterni alla Russia, lasciando credere che sia un’iniziativa spontanea della popolazione russa. Vengono diffuse in rete azioni pubblicitarie sponsorizzate dal Cremlino negli anni passati, in cui alle mostre venivano disposte a forma di Z le automobili straniere più prestigiose in vendita sui mercati interni, filmate dai droni.

I giovani russi sulle reti social non usano la Z, e questo è ritenuto un segno dell’artificiosità di questa simbologia. Il Cremlino non riesce ad assicurarsi il sostegno della maggioranza della popolazione, soprattutto delle giovani generazioni. Come dicono alcuni esperti, “servirebbero degli eroi martiri, ma allora bisognerebbe ammettere di essere in guerra”.

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