Kuala Lumpur, più di 500 rohingya in fuga da centro per immigrati: almeno 6 vittime
di Steve Suwannarat

Evasione alle prime ore del mattino. Oltre 300 arrestati dalle Forze dell'ordine. Forse tensioni con le guardie, ma non sono chiari i motivi. Quattro adulti e due bambini sono morti mentre attraversavano un'autostrada.


Kuala Lumpur (AsiaNews) - Almeno quattro adulti e due bambini rohingya sono morti durante un tentativo di fuga dal centro di detenzione temporanea di Sungai Bakap nello Stato di Penang. Alle prime ore del mattino 528 immigrati ospitati nella struttura hanno sfondato i cancelli e parte della recinzione: sembra che prima della fuga si fossero verificate tensioni con le guardie di sicurezza.

Alcuni tra coloro che sono scappati hanno trovato la morte attraversando una strada a scorrimento veloce a circa 8 km dal campo: le vittime sono due uomini, due donne e due bambini – un maschio e una femmina - travolti da degli autoveicoli. Le autorità per l’immigrazione della Malaysia hanno comunicato che finora almeno 362 rohingya sarebbero stati fermati e arrestati, mentre per gli altri proseguono le ricerche. La struttura accoglieva in tutto 664 profughi, di cui 137 bambini.

Le forze di sicurezza stanno investigando le ragioni delle tensioni che hanno portato al tentativo di fuga di massa. Da tempo sono note le difficoltà che i profughi di etnia rohingya affrontano in Malaysia, Paese in cui arrivano dopo traversate sui barconi che durano settimane o addirittura mesi. Kuala Lumpur - anche in ragione della fede islamica che accomuna i rohingya e la maggioranza dei malaysiani -  ha aperto le porte a circa 103mila profughi scappati dalla repressione del regime militare in Myanmar o dai campi profughi in Bangladesh, nazione che invece mantiene nei confronti dei rohingya un atteggiamento discriminatorio, fornendo solo un’accoglienza essenziale e impedendo qualunque forma di integrazione.

A tutto ciò si è aggiunto dal 2020 l’invio di decine di migliaia di essi in centri di detenzione sovraffollati, con la finalità – a detta delle autorità del Bangladesh - di controllare la diffusione della pandemia da Covid-19. Oltre 181.510 rifugiati presenti sul territorio malaysiano condividono lo stesso destino, dicono i dati diffusi a gennaio di quest’anno dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. In Malaysia hanno trovato riparo anche 52mila persone appartenenti ad altre minoranze etniche fuggite dal Myanmar a causa della persecuzione dei militari e per la guerra civile scoppiata dopo il colpo di Stato del primo febbraio 2021.

Come altri immigrati, spesso senza adeguati documenti e impossibilitati ad ottenere le tutele basate sugli standard internazionali, anche i rohingya in Malaysia finiscono per essere sfruttati in settori che hanno bisogno di manodopera a basso costo, come per esempio quello dell’edilizia.

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