Emirati, hotel di lusso ed Expo rilanciano il turismo post Covid

Il Burj Al Arab è l’hotel più “instagrammato” al mondo, con oltre 2,6 milioni di pubblicazioni e tag nei primi mesi del 2022. La riapertura ai viaggi e al turismo internazionale dopo le restrizioni legate alla pandemia. Il 24 febbraio giorno record con 131.745 camere affittate negli hotel di Dubai. Timori per la guerra russa in Ucraina, che potrebbe affossare di nuovo il settore. 


Dubai (AsiaNews) - La celebre architettura del Burj Al Arab, una delle strutture ricettive di lusso più famose al mondo e auto-proclamatosi un hotel sette stelle, è da qualche giorno anche la più fotografata e pubblicata sui social del pianeta. Tanto da essere ribattezzata, con un neologismo coniato ad hoc per l’occasione, l’hotel più “instagrammato” con oltre 2,6 milioni di pubblicazioni e tag solo nel 2022. Del resto gli Emirati (3) si contendono con Las Vegas (4) il record per numero di edifici più fotografati e pubblicati sui social, nello speciale elenco dei primi 10 al mondo. Gli altri si trovano rispettivamente a Singapore, New York e Cernobbio (Villa d’Este).

La struttura a forma di vela, che sorge al largo della spiaggia di Jumeirah a Dubai, è fra gli sfondi più utilizzati per scatti simbolo di una vacanza. In molti, senza soggiornarvi, vi si recano alla ricerca della foto perfetta da postare ad amici e follower. Tuttavia, anche dall’interno offre scorci interessanti fra suite placcate in oro, un atrio con la cascata della grande fontana a gradoni in marmo nero e l’acquario ristorante al-Mahar.

Il primato nella speciale classifica degli hotel e palazzi più fotografati è una conferma ulteriore del massiccio volume di affari legato al mondo del turismo, una risorsa dall’importanza crescente per gli Emirati che hanno ospitato a Dubai l’esposizione universale. E che stanno riaprendo ai viaggi internazionali dopo i blocchi e le chiusure imposte dai governi di tutto il mondo per arginare il Covid-19, che ha affossato a lungo il settore e causato gravissimi danni che alcune nazioni faticano tuttora a lasciarsi alle spalle. 

Lo scorso 24 febbraio Dubai ha fatto segnare numeri record, con 131.745 camere degli hotel prenotati e la maggioranza di queste erano riservate dai visitatori di Expo2020, una esposizione con numeri di tutto rispetto in una fase (post)pandemia. L’evento conclusosi il 31 marzo scorso ha accelerato la ripresa del turismo, del traffico aereo, del settore dell’ospitalità e delle prenotazioni alberghiere, grazie anche a una gestione equilibrata dell’emergenza sanitaria bilanciando chiusure e tutela dell’economia, sommata a una efficace campagna vaccinale.

L’aeroporto internazionale di Dubai, fra i più trafficati al mondo e base della compagnia Emirates, a fine 2021 ha registrato il trimestre più operativo dall’inizio della pandemia, con un traffico complessivo di 11,8 milioni di passeggeri. Expo non ha deluso le aspettative iniziali, con previsioni di (prima del Covid-19) di almeno 25 milioni di visitatori che sono state raggiunte e un milione di biglietti staccati nelle sole ultime tre giornate. Il 30% dei visitatori proveniva dall’estero. 

Altro record il dato sull’occupazione degli hotel nel fine settimana del 13 marzo, che ha toccato quota 85% ed è risultato il più alto al mondo, con una media mondiale del 50,8%.

I visitatori internazionali nell’emirato hanno superato i 3,4 milioni nel quarto trimestre del 2021 quando Expo era in pieno svolgimento, pari al 74% del totale del volume turistico pre-pandemia nello stesso periodo del 2019. Fra gennaio e dicembre 2021 la sola Dubai ha ospitato circa 7,3 milioni di turisti, rilanciando le aspettative di un settore, quello del turismo, che prima della pandemia nel 2019 equivaleva all’11,6% del totale del Pil. Le 131.745 camere d’albergo locate il 24 febbraio scorso sono un record anche per Dubai, ma i più ottimisti sono convinti di poter migliorare in un futuro prossimo.

Gli effetti del Covid-19 si stanno allentando dopo una forte ripresa a fine 2021, quando la variante Omicron si è diffusa a livello globale; tuttavia, la guerra Russia-Ucraina potrebbe rappresentare una nuova sfida per il turismo, con un calo soprattutto dall’Europa orientale (per ora) maggiormente colpita dal conflitto. “Visto che Dubai - sottolinea Shady Elborno, alto dirigente di Emirates - rimane geograficamente isolata dalle tensioni, è probabile che le tendenze più ampie della ripresa globale dei viaggi possano trainare la crescita del turismo da altri mercati”. Infine, vi è da considerare il flusso originato dai Mondiali di calcio in Qatar a fine anno, i cui benefici per affari e turismo potrebbero varcare i confini di Doha e rivelarsi un business anche per Dubai e Abu Dhabi.

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