Mosul: dalla chiesa di mar Thomas, devastata dall’Isis, emergono reliquie antiche

Una scoperta di valore storico e religioso, che conferma il legame dei cristiani con l’Iraq. In sei contenitori in pietra reliquie e pergamene antiche con riferimenti ai santi, da Simone a san Giovanni. Torna di attualità il tema del contrabbando di antichità, britannico condannato a 15 anni. 


Baghdad (AsiaNews) - Una scoperta di grande valore storico, religioso e culturale che conferma - una volta di più - il legame dei cristiani con l’Iraq e, più in generale, con la regione mediorientale della quale sono popolo originario e componente integrante sin dai primi secoli. Nei giorni scorsi sono emerse una decina fra reliquie e pergamene antiche appartenenti ad alcuni santi rivenute all’interno di una chiesa devastata dallo Stato islamico (SI, ex Isis), oggi oggetto di un’opera di restauro. Teatro del rinvenimento la chiesa (nelle foto) siro-ortodossa di mar Thomas a Mosul, un tempo capitale economica e commerciale del nord e nel recente passato roccaforte del “califfato” islamico instaurato dall’Isis. Ritrovati al suo interno sei contenitori in pietra, recanti iscrizioni aramaiche dei santi e diversi manoscritti in lingua siriaca e aramaica.

I lavoratori che hanno effettuato la scoperta hanno subito chiamato i vertici della Chiesa locale, a partire dall’arcivescovo siro-ortodosso di Mosul Mor Nicodemos Sharaf. Fra le reliquie emerse un contenitore in pietra con iscrizione relativa a san Teodoro, soldato romano nato nella provincia di Corum, in Turchia, nel III secolo e decapitato per essersi convertito. Il prelato ha subito contattato Mor Ignace Ephrem II, il patriarca della Chiesa siro-ortodossa che si trovava a Damasco, con una videochiamata per permettergli di condividere in diretta la scoperta. A conclusione degli scavi sono stati raccolti altri cinque reliquiari: di san Simone “lo Zelota”, apostolo del primo secolo; le reliquie di Mor Gabriel vescovo di Tur Abdin (593-668); le reliquie di San Simeone il Saggio (I secolo), anziano che accoglie Gesù bambino nel Tempio di Gerusalemme; reliquie di san Giovanni, (Yohanan Shliha) apostolo di Cristo; reliquie di san Gregorio Bar Hebraeus (1226-1286) Maphrien (primate regionale) della Chiesa siro-ortodossa dal 1264 al 1286.

Quest’ultimo è stato un grande scrittore che ha redatto varie opere nei campi della teologia cristiana, filosofia, storia, linguistica oltre a essere poeta e letterato. Per i suoi contributi allo sviluppo della letteratura siriana, è stato acclamato come uno degli scrittori più sapienti e versatili tra i siro-ortodossi. Fra le rovine della chiesa sono state scoperte anche pergamene scritte in siriaco, armeno e arabo avvolte e protette in bottiglie di vetro.

In parallelo a questa importante scoperta per la comunità cristiana e per tutto l’Iraq, nella regione torna di stringente attualità il tema del furto e contrabbando di antichità. Di recente è emersa infatti una rete dedita al commercio illegale di antichità con epicentro nel Medio oriente che ha visto coinvolto anche Jean-Luc Martinez, ex alto dirigente del Louvre. L’inchiesta ha scoperchiato un traffico clandestino e illegale, che si è andato allargando all’ombra dei moti della Primavera araba nello scorso decennio e ha alimentato sul piano finanziario anche le violenze dello Stato islamico. 

Il racket comprende reperti saccheggiati da siti archeologici (anche tombe di grande valore) trasformati in “supermercati all’aperto” o in nazioni teatro di guerra o di rivolte politiche e sociali come Siria, Iraq ed Egitto che si prestano allo spoglio. Dai Paesi di origine (che toccano anche Africa e Sud America) si passa alle aree di transito nel Golfo, in Israele e Libano per poi arrivare a destinazione in Europa, in Russia, in Giappone e Cina e, da qualche tempo, pure nelle nazioni più ricche del Golfo. Allo scandalo che ha coinvolto l’ex dirigente del Louvre si lega la condanna a 15 anni comminata da un tribunale di Baghdad a un britannico per tentato contrabbando di antichità. Il volume di affari è nell’ordine delle centinaia di milioni di euro, con un commercio che alimenta il piccolo malvivente e la criminalità organizzata internazionale, con legami appurati coi trafficanti di droga e armi, oltre a gruppi terroristi che usano internet per alimentare canali e contatti.  

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