Le nuove strutture del potere in Tagikistan
di Vladimir Rozanskij

Nominati i dirigenti di tre nuove strutture amministrative chiave per lo sviluppo del Paese ritenuto il più arretrato nella regione dell’Asia centrale. Compresa la rappresentanza permanente del Tagikistan all’Unesco che dovrà proporre sull’arena internazionale “l’antica cultura del popolo tagico”.


Dusanbe (AsiaNews) - Il 16 gennaio il presidente del Tagikistan, Emomali Rakhmon, ha finalmente nominato i dirigenti di tre nuove strutture amministrative, che dovevano essere attivate già da alcuni anni, e ora sono pronte ad operare. Un reportage di Asia-Plus ha cercato di mostrare i compiti affidati a questi uffici che devono rappresentare il futuro sviluppo del Paese ritenuto il più arretrato nella regione dell’Asia centrale.

Per scrollarsi di dosso questa immagine negativa, è stata dunque aperta l’Agenzia per l’Innovazione e le tecnologie digitali, annunciata dallo stesso Rakhmon nel suo messaggio al parlamento di Dušanbe già nel 2021 allo scopo di “rafforzare le fondamenta istituzionali dell’economia digitale, le infrastrutture dell’informazione e della comunicazione su tutto il territorio, avviando il processo del governo elettronico”. I limiti del bilancio statale avevano finora frenato la realizzazione di questo progetto, come ha spiegato il deputato Saidd┼żaffar Usmonzoda, presidente del partito democratico del Tagikistan.

Ora l’Agenzia è stata affidata a Khuršed Mirzo Fajzullozoda (nella foto), 40 anni, già vice-presidente del Comitato statale per gli investimenti e l’amministrazione delle proprietà statali. Poco conosciuto dal pubblico, è ritenuto tuttavia una delle figure-chiave della squadra del figlio del presidente, Rustam Emomali, sindaco di Dušanbe e presidente del Mad┼żlis Milli (il Senato tagico). Dal 2013 è anche vice-presidente della Federazione nazionale di calcio, guidata dallo stesso Rustam, e si pensava che per la sua vicinanza con “l’erede al trono” sarebbe stato insediato in qualche carica di massimo livello del governo, ma finora questo non era avvenuto.

Un’altra nuova struttura è il Comitato per la Formazione professionale iniziale e media presso il governo del Tagikistan, che dovrà controllare le attività delle istituzioni scolastiche, tecniche e professionali per modernizzare tutto questo settore. Sembrava che tale funzione dovesse essere scorporata dal ministero della pubblica istruzione, creando un altro ministero apposito, ma si è preferito rimanere sotto la supervisione governativa, creando comunque una squadra molto nutrita di personale e di autonomia operativa. A guidarla sarà Farkhod Rakhimi, 56 anni, già presidente da un decennio dell’Accademia delle Scienze del Tagikistan, un fisico e matematico ben conosciuto nei circoli scientifici e anche politici, avendo ricoperto anche il ruolo di vice-ministro dell’istruzione. Il presidente Rakhmon aveva più volte espresso la sua insoddisfazione per il basso livello della formazione tecnica della gioventù tagica.

La terza istituzione inaugurata è la Rappresentanza permanente del Tagikistan all’Unesco per le questioni della formazione, la scienza e la cultura, che dovrà proporre sull’arena internazionale “l’antica cultura del popolo tagico”, come ha spiegato il presidente lo scorso dicembre in parlamento, comunicando che lo scorso anno sono stati inseriti 15 memoriali di storia e cultura tagica nel Registro dei beni culturali materiali e immateriali dell’Unesco. Alla rappresentanza verrà associata una speciale Agenzia per la custodia dell’eredità storica e culturale, che dovrà sviluppare i progetti di ricostruzione, restauro, manutenzione e protezione dei monumenti e luoghi memoriali, oltre a collegarli alle iniziative turistiche.

All’Unesco andrà il noto culturologo tagico Dilšod Rakhimi, 50 anni, finora a capo dell’Istituto di ricerca scientifica presso il ministero della cultura, che con i suoi sforzi ha ottenuto i riconoscimenti esibiti dal presidente Rakhmon, e soprattutto quello attribuito alla festa del Sada, in cui si celebrano le arti della tessitura e composizioni di tessuti e ori, vanto delle tradizioni e del folclore tagico. Autore di numerosi testi e raccolte, nel 2007 si fece conoscere per aver tradotto in lingua persiana la raccolta dei racconti epici Gurguli, pubblicati negli Usa e diffusi in tutto il mondo. Il Tagikistan cerca quindi di rifarsi l’immagine e mettersi alla pari con i progressi tecnologi, mantenendo però il suo volto antico di popolo “mediatore” tra la cultura turanica e quella persiana.

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