Washington, arrestati cristiani che manifestavano in difesa di Wang Winyi

I tre, membri della Coalizione di difesa cristiana, sono stati rilasciati in serata. Appoggio anche dalla Cina per la dottoressa che ha interrotto Hu Jintao durante la sua visita ufficiale negli Stati Uniti e che ora rischia il carcere.


Washington (AsiaNews) – La polizia statunitense ha arrestato ieri, 2 maggio, tre membri della Coalizione di difesa cristiana e di Generation Life che si erano incatenati ai cancelli della Casa Bianca per chiedere il rilascio della donna arrestata per aver interrotto il discorso del presidente cinese Hu Jintao durante la sua visita agli Stati Uniti.

I tre - il reverendo Parick J. Mahoney, la moglie Katie e Brandi Swindell – si sono detti "pieni di vergogna" per come il loro Paese ha trattato la dottoressa Wang Wenyi, di 47 anni, che era riuscita ad entrare nella Casa Bianca con un permesso da reporter di Epoch Times, una pubblicazione legata al movimento spirituale del Falun Gong.

La donna, dal giardino dove i giornalisti hanno seguito l'evento, ha gridato in cinese: "Fermate l'oppressione contro il Falun Gong!" e, rivolta ad Hu Jintao, "I tuoi giorni sono contati!". Poi rivolta a Bush, in inglese ha aggiunto: "Presidente Bush, fermi quell'assassino!". Dopo qualche minuto, la donna è stata portata via dalle forze di sicurezza.

Giorni fa Wang Wenyi è apparsa in tribunale, accusata di disturbo, intimidazione, minacce a pubblico ufficiale. Se al processo sarà giudicata colpevole, essa dovrà pagare una multa di 5 mila dollari e passare sei mesi in prigione. L'avvocato della donna afferma che essa ha solo praticato un suo diritto fondamentale, la libertà di parola.

In un testo pubblicato dopo la scarcerazione, la Wang parla delle motivazioni che l'hanno spinta alla protesta pubblica: "I media internazionali – dice – hanno dato molto risalto al mio gesto, ma non alla sua causa. Ho capito che dovevo fare qualcosa di eclatante nel momento in cui, come inviata dell'Epoch Times e patologa, ho capito le vere dimensioni e le atrocità collegate al trapianto di organi estratti dagli aderenti del Falun Gong".

"Nel corso delle mie indagini – continua – ho parlato con medici e guardie carcerarie che hanno ammesso come i tessuti necessari al trapianto vengono prelevati da persone ancora vive. Uno di loro mi ha detto che tutto ciò che avevamo pubblicato sull'argomento era ben lontano dalla verità in quanto non rende il dolore che si può provare durante queste operazioni". La pubblicità di un ospedale di Shenyang, redatto in più lingue, prometteva fino a poco tempo fa il ricovero, il trapianto e la riabilitazione "in sole tre settimane". "Per promettere questo – sostiene la dottoressa – devono avere un bacino di organi, e quindi di corpi, immenso. Il Falun Gong registra la sparizione di migliaia di membri ogni anno. La conclusione è ovvia".

Durante la sua protesta, in ginocchio, il pastore Mahoney ha ricordato ai turisti che gli si affollavano intorno come "proprio in questo momento, pacifici aderenti al movimento spirituale Falun Gong, così come pacifici cristiani, vengono arrestati per la loro fede. Siamo qui per ricordare al presidente Bush che nessuno può essere in alcun modo molestato per il suo credo".

Il loro sostegno alla Wenyi non è isolato: a suo favore hanno parlato pubblicamente anche Gao Zhisheng, famoso avvocato ed attivista per i diritti umani, e Xu Wenli, uno dei membri  fondatori del primo Partito democratico cinese.

L'avvocato Gao si è espresso tramite una lettera aperta ai giudici che devono decidere della sorte della Wenyi, ai quali ha ricordato come essi "servano il sistema giuridico indipendente degli Stati Uniti, capace di prevenire le ingiustizie". "Se non valutate quali sono le atrocità contro le quali la dottoressa Wenyi si è scagliata – ha aggiunto – non potete essere in grado di emettere un giusto verdetto. In questo modo, danneggiate lei ma fate soprattutto un danno enorme al vostro sistema legale ed alla sua reputazione".

Xu Wenli, invece, ha scritto al presidente George Bush e si è detto "pronto a dividere la cella con la dottoressa, se condannata, o ad incatenarsi al muro esterno della sua prigione per tutta la durata della sua reclusione".

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