Tibet, truppe cinesi al confine sparano contro rifugiati: 2 morti

Un gruppo composto da 42 tibetani è stato fermato dalle truppe comuniste sul passo Nangpa La, vicino al monte Everest. Secondo il Centro per i rifugiati tibetani, erano diversi anni che non si registravano più casi di repressione così violenta contro i rifugiati.


Kathmandu (AsiaNews) – Le truppe cinesi di stanza fra il Tibet ed il Nepal hanno aperto il fuoco contro un gruppo di rifugiati che cercava di superare il confine: il bilancio della sparatoria è di 2 morti e diversi altri feriti. Lo denuncia oggi il Centro per i rifugiati tibetani.

Secondo Lhundup Dorjee, membro del Centro – che si trova a Kathmandu - il gruppo era composto da 42 persone che il 30 settembre scorso hanno cercato di passare il confine presso il passo del Nangpa La, vicino al monte Everest.

Dorjee spiega che i 42 rifugiati si sono incamminati verso il passo, a 5.800 metri d'altezza, ma ad accoglierli hanno trovato le guardie di confine. Il Centro è in contatto con quelli che sono riusciti a sfuggire alla sparatoria: sarebbero in Nepal, ma ancora lontani dalla capitale.

Ogni anno sono centinaia i rifugiati tibetani che cercano di sfuggire all'invasione cinese della provincia. Per evitare le guardie, scelgono di passare il confine attraverso i passi più isolati, di solito non controllati.

Il Dalai Lama, leader tibetano in esilio in India dal 1959 (anno dell'invasione cinese), ha più volte dichiarato la sua disponibilità ad aprire "colloqui ragionevoli" con Pechino, soprattutto per salvaguardare la vita di coloro che sono rimasti nella provincia.

Il governo cinese ha sempre respinto le offerte, e continua a trattare con estrema durezza chi cerca di lasciare il Paese a causa della repressione comunista. Il Centro sottolinea però che "da anni non si registravano più casi di repressione così violenta contro i rifugiati".

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