La Turchia protesta e parla di boicottaggio per la legge francese sul genocidio armeno
Il governo parla di "duro colpo" a rapporti costruiti nei secoli e la stampa dà degli "stupidi" ai deputati francesi.

Ankara (AsiaNews) – Forse più dure del previsto le reazioni della stampa turca all'approvazione, ieri, del progetto di legge francese che punisce chiunque neghi l'olocausto degli armeni, dopo che le autorità governative, ieri, pur protestando e dovendo tenere conto della reazione popolare, avevano usato toni non estremamente bellicosi ed escluso rappresaglie ufficiali.

"Genocidio del pensiero" titola oggi il diffusissimo Hurryet, alludendo alla negazione del diritto di opinione che sarebbe contenuta nella legge. Il giornale dà ampio spazio alle prime reazioni politiche, a partire da quella del presidente del parlamento turco, Bulent Arinc, secondo il quale "è una decisione che crea grande impedimento. È una presa di posizione contro il popolo turco e non possiamo accettarla". Un altro quotidiano nazionale, Vatan intitola su "106 stupidi", riferendosi ai deputati che hanno votato a favore della proposta, mentre Milliyet constata che "La stampa turca è furiosa con la Francia"; Sabah ha un significativo "J'accuse" e afferma che "Il parlamento francese, ergendosi a giudice, ha preso una decisione che ferisce tutti i turchi". Cumhuriyet, infine, col titolo "Boicottiamo" riferisce che il presidente della Confederazione di commercio e artigianato (Tesk) Dervis Gunday, ha chiesto ai commercianti di togliere dalla vendita i prodotti francesi. Ad un possibile boicottaggio antifrancese ha accennato a caldo anche il ministro dell'economia, Ali Babacan, sostenendo che esso "dipende dalla gente". Ma la posizione del governo turco era stata espressa già ieri sera dal Ministero degli esteri di Ankara, che in un comunicato ha sostenuto che "i rapporti turco-francesi, che si sono sviluppati con grande cura nel corso dei secoli, hanno ricevuto un duro colpo oggi a causa delle affermazioni false e irresponsabili di personalità politiche francesi che non vedono le conseguenze politiche dei loro atti".

Se il governo ha qualche preoccupazione per gli eventuali contraccolpi della decisione francese sul processo di avvicinamento all'Europa, la reazione nazionalista turca al progetto di legge di Parigi potrebbe creare problemi anche a quella parte degli intellettuali turchi, come il premio Nobel Orhan Pamuk che stavano cercando di spingere il loro Paese ad affrontare la questione dello sterminio degli armeni e che per questo sono stati, a volte, anche sottoposti a procedimenti giudiziari.