Dopo un anno di bando, Wikipedia torna visibile in Cina

Il sito è riapparso ieri sui computer cinesi. Non è chiaro cosa abbia sbloccato la situazione, che durava da un anno. Ancora impossibile la ricerca di parole scomode per Pechino, come "democrazia" e "4 giugno".


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Wikipedia, l'enciclopedia online, è tornata ieri accessibile dai computer cinesi dopo essere stata oscurata per più di un anno. La pagina principale del sito è tornata in funzione, anche se risulta ancora impossibile fare ricerche su temi considerati tabù dal governo cinese, come "democrazia" e "4 giugno".

Pechino blocca l'accesso ai siti internet che ritiene "sovversivi" e filtra con regolarità i contenuti di quelli liberi, in cerca di "termini politicamente sensibili". Al momento, ad esempio, la Bbc ed AsiaNews risultano oscurati. Non è chiaro il motivo che ha sbloccato Wikipedia.

Jiang Yu, portavoce del ministero degli Esteri, dice di non sapere nulla al riguardo, ma aggiunge che "Pechino sostiene lo sviluppo di internet, che nel Paese ha 123 milioni di utenti". La Yu sottolinea però che "il governo regola la Rete secondo leggi e regolamenti interni".

Molti gruppi che operano per i diritti umani in Cina hanno accusato le compagnie occidentali che lavorano con la Rete di aver ceduto ai diversi ricatti ed alla censura del governo. Il caso di Wikipedia sembra invece essere diverso: il suo fondatore, Jimmy Wales, ha praticato una politica di pazienza nel trattare con Pechino e sembra aver ottenuto almeno una parte di risultato.

In ogni caso, grazie a server proxy e ad altri accorgimenti alcuni cinesi riescono ad accedere ai siti "scomodi". Secondo alcuni analisti, il governo teme Wikipedia non tanto per i contenuti quanto per il processo editoriale aperto, che permette la creazione di una fitta rete di editori con idee, e forse scopi, comuni.