Corea, nord e sud insieme per la rinascita di un tempio buddista
di Theresa Kim Hwa-young

Il restauro del tempio Shingye, distrutto durante la guerra del 1950, era previsto nella dichiarazione congiunta firmata da Seoul e Pyongyang nel 2000.


Seoul (AsiaNews) – Circa 700 fra rappresentanti religiosi e funzionari dei governi di Seoul e di Pyongyang hanno celebrato insieme, ieri, la riapertura di un tempio buddista nordcoreano, distrutto durante la guerra del 1950.

Il tempio Shingye si trova sulla costa orientale della Corea del Nord, nei pressi del monte Geumgang, ed è composto da 10 edifici contigui.

Distrutto dal fuoco americano nel 1951, è stato riaperto dopo due anni di restauro compiuti dalla Federazione buddista nordcoreana e dall'Ordine Jogye, il gruppo più conosciuto del buddismo sudcoreano.

Chung So-jung, presidente della Federazione, ha ricordato che "solo grazie alla dichiarazione congiunta del 15 giugno siamo stati in grado di operare insieme per il tempio. Ora, le nostre speranze di riunificazione saranno sostenute dalle preghiere dei buddisti delle due Coree".

La dichiarazione, siglata nel 2000 dall'allora presidente di Seoul Kim Dae-jung e dal dittatore nordcoreano Kim Jong-il, prevedeva come "primo progetto comune" il restauro "di un patrimonio culturale, considerato comune prima della divisione del 1948".

Fondato nel 519 durante la dinastia Silla, il tempio Singye è uno dei più famosi luoghi di culto del buddismo coreano. Nel 2004, un monaco buddista, il venerabile Jejeong, è stato invitato da Pyongyang a sovrintendere ai lavori. Egli "non ha potuto prendersi cura dei buddisti del Nord", ma ha istruito sui valori del tempio i molti turisti che visitano il monte.

In Corea del Nord non esiste libertà religiosa: il regime comunista perseguita tutte le pratiche religiose e l'unico culto ammesso è quello del "caro leader" Kim Jong-II e del padre, il "Presidente Eterno" Kim Il-Sung.

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