Riapre domani la cattedrale del Sacro Cuore a Guangzhou
Dopo 2 anni di lavori di ristrutturazione, l’edificio verrà inaugurato con una messa solenne a cui parteciperanno anche membri del governo cinese, che ha sostenuto buona parte delle spese. Conosciuta come “la Casa di Pietra", è l’unica chiesa gotica in granito della Cina.
Guangzhou (AsiaNews) – La cattedrale del Sacro Cuore di Guangzhou, l’unica chiesa gotica in granito dell’intera Cina, riapre domani mattina dopo oltre 2 anni di ristrutturazione, le cui spese sono state sostenute quasi interamente dal governo provinciale comunista. Per domani alle 8.30 è prevista una celebrazione liturgica alla presenza di fedeli e personalità del governo municipale e provinciale.
 
Comunemente conosciuta come “la Casa di Pietra” (Shishi) – le mura ed i pilastri sono costruiti con larghi blocchi di granito – la cattedrale si trova nella zona centrale della capitale del Guangdong ed è anche meta di turisti e fedeli cinesi e stranieri.
 
La ristrutturazione è iniziata nel luglio del 2004. Sono stati sistemati il tetto, puliti e riparati i muri di granito, re-installati l’orologio meccanico e le 2 campane di bronzo nei campanili. Sno stati migliorati pure l’illuminazione e l’impianto acustico, mentre nel sagrato sono state interrate nuove piante. Nuove anche le vetrate, costruite nelle Filippine, che rappresentano scene dalla Bibbia e dalla Vita dei santi. Ai lati dell’altare vi sono immagini che raffigurano p. Matteo Ricci, primo missionario a raggiungere Pechino, e Paolo Xu Guangxi, un mandarino dell’impero, primo battezzato di Matteo Ricci. Un cattolico locale fa notare però che esse “presentano un grave errore: i titoli che le illustrano sono scritti in inglese, non in cinese. Questo è proprio un peccato”. Eppure, sottolinea un altro fedele, “è bello pensare che per queste vetrate si siano messe in comunicazione la chiesa cinese e quella filippina”.
 
La Shishi è fra i più begli edifici cattolici in Cina. Alla fondazione sono stati deposti alla base due pietre portate da Roma e da Gerusalemme, per indicare l’universalità della fede e il legame con il papa. Un sacerdote locale ha detto ad AsiaNews che il nuovo aspetto della cattedrale “potrà aiutare l’evangelizzazione, perché molte persone, che hanno seguito sui media nazionali i lavori di ristrutturazione, saranno attratti da un luogo storico di tale portata”. La chiesa è anche punto di riferimento per i molti stranieri che lavorano nel Guangdong, la regione più ricca della Cina. Ogni domenica nella cattedrale si celebrano messe in mandarino, cantonese, inglese e coreano.
 
Nel desiderio di mostrare apertura e liberalità verso le religioni, il governo municipale ha contribuito ai lavori con uno stanziamento pari a 21 milioni di yuan (circa 2 milioni di euro), che hanno coperto l’80 % delle spese totali. La diocesi ha versato altri 3 milioni, mentre una raccolta fondi fra i fedeli ha fruttato gli ultimi 2 milioni necessari al completamento dei lavori. Per ringraziare i donatori, verrà scoperta una lapide all’interno della chiesa. Nel 1996, il Consiglio di Stato cinese ha inserito la cattedrale fra i monumenti storici nazionali.
 
Costruita dai missionari francesi in 25 anni (dal 1863 al 1888), la costruzione richiama la cattedrale di Notre Dame a Parigi, anche se in più conta 2 campanili di 60 metri ai lati. Con un’area di 2.754 mq, è una delle chiese più grandi del Paese.
La chiesa è stata vittima degli alti e bassi della storia della Cina. Ha riportato gravi danni durante la guerra sino-giapponese (1937 – 1945) e la lotta fra comunisti e nazionalisti. Nel corso della Rivoluzione culturale (1966 – 1977), le Guardie Rosse hanno distrutto alcuni dei piloni, oltre ad altari, statue e arredi interni. In questo periodo, l’edificio è stato usato come magazzino. Nel ’79, con le aperture di Deng Xiaoping, la chiesa è ritornata ad essere usata come edificio sacro.
A ricordo di questo passato, come “testamento della storia cinese”, il muro che si trova dietro l’altare principale non è stato ristrutturato e verrà mantenuto danneggiato. Sul muro sono visibili grandi slogan, scritti in rosso, che augurano “lunga vita al Presidente Mao” ed incitano la classe lavoratrice ad “esercitare il proprio dominio su tutto”.
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