Il terrorismo islamico, malattia interna al mondo musulmano
di Samir Khalil Samir, sj
Non è solo l’occidente la vittima delle violenze islamiche, ma anche buddisti, indù e gli stessi musulmani, sunniti o sciiti. L’islamismo e la shariah sono le piaghe ingiuste da cui occorre guarire. Terzo articolo di una serie.

Beirut (AsiaNews) – Si cerca spesso di giustificare la violenza e il terrorismo islamico come una “reazione agli attacchi del mondo occidentale”. In realtà la violenza islamista è una malattia interna al mondo musulmano. Essa viene dal mondo musulmano stesso, cioè dal Corano e dalla Sunnah letti in un determinato modo, quello letteralista, sostenuto dal cosiddetto islamismo radicale.

Le manifestazioni dell’islamismo

I mali che derivano da questa posizione sono sotto gli occhi di tutti. A livello politico vi è dispotismo, dittatura e – nel miglior dei casi – autoritarismo e assenza di democrazia. Basta vedere con quale facilità si uccidono persone, o – nel miglior dei casi – si mettono in prigione ... in modo simile a ciò che vediamo in alcuni Paesi guidati dal comunismo o dall’ “ateismo scientifico”, o più banalmente dal tribalismo.

A livello morale, vi sono ingiustizie e assenza di libertà, ma soprattutto il desiderio di imporre il bene e d’impedire il male, allorché il Corano chiede di “ordinare il bene e vietare il male” (al-amr bi-l-ma’rûf, wa-n-nahy ‘an al-munkar). Le piaghe dei regimi islamisti si esprimono nella lapidazione delle donne adultere (ma non degli uomini che pure, nel Corano e nella Sunnah, dovrebbero subire lo stesso castigo, anche se il Corano non ha mai previsto la lapidazione in questo caso); nell’ impiccagione degli omosessuali sotto gli occhi dei luogotenenti della shariah; nella condanna a morte dell’apostata; nell’amputazione dei membri del ladro (mano e piede in senso contrario, come prescrive il Corano in certi casi).

La violenza più accanita con cui l’islamismo si manifesta oggigiorno è il terrorismo. Vi è il terrorismo contro i miscredenti: in tal caso l’islamismo utilizza volentieri descrizioni che incitano all’odio degli ebrei e dei cristiani: gli ebrei sono descritti come “scimmie” e “porci”, con riferimento a Corano 5:60 (vedi anche Corano 2;65 e 7:166), e i cristiani come “crociati” (salîbiyyûn). Vi è anche il terrorismo contro l’Occidente, considerato in blocco come ateo e immorale.

Il “buonismo dell’Occidente verso l’Islam

Spesso si sente dire in Occidente, dai cosiddetti “progressisti”  - e mi sono sempre chiesto che progresso hanno fatto fare nell’analisi della situazione e nella riflessione sul fenomeno - , che non si deve guardare semplicemente al terrorismo, ma cercarne le cause. Il che è giusto e vero. Secondo loro le cause sarebbero l’imperialismo, il colonialismo, lo Stato d’Israele, il liberalismo economico, ecc., in somma l’Occidente. In questa analisi essi non aggiungono fra le cause la corruzione dei costumi – omosessualità, convivenza fuori matrimonio, libertà sessuale, aborto, pornografia e sessualismo diffuso, ecc. – che certamente urtano con forza la sensibilità spirituale del mondo musulmano ... Ma queste sembrano essere “virtù progressiste”.

Ma se fosse vero che il terrorismo islamico è una reazione alle ingiustizie che l’occidente avrebbe commesse, come spiegare allora il terrorismo esercitato contro i buddisti? Come mai gli islamisti hanno sgozzato centinaia di buddisti in Thailanda? E come spiegare la distruzione delle più antiche statue giganti del Buddha in Afghanistan? Come mai vi sono violenze contro gli indù in India?

Come spiegare ciò che vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi, e cioè la violenza terroristica tra sciiti e sunniti in Iraq? E’ tutto davvero causato dall’imperialismo americano? E come spiegare i 150 mila algerini sgozzati, sventrati, uccisi in Algeria negli anni ’90? E’ davvero a causa del colonialismo francese? E la violenza in atto in Palestina tra Hamas e Fatah, è davvero a causa della crudeltà israeliana?

No: con certezza, la violenza terrorista degli islamisti, contrariamente a ciò che pretendono alcuni occidentali, non è una reazione alla “aggressione dell’occidente”. La causa è interna a un certo pensiero musulmano.

Il terrorismo islamico ha per causa l’islamismo

La verità è che il terrorismo islamico ha per causa l’islamismo, cioè una certa lettura del Corano e della Sunnah, che si è diffusa nelle scuole coraniche e nelle più famose università islamiche come quella di Al-Azhar del Cairo. Il terrorismo islamico ha per causa il Salafismo, cioè un attaccamento cieco alla tradizione degli anziani, di chi ci ha preceduto (salaf), una lettura letteralista e irrigidita, senza vita e senz’anima. Questo per ciò che riguarda il mondo sunnita.

Nel mondo sciita, la teoria khomeinista della “wilâyat al-faqîh” – secondo cui lo Stato ideale è quello governato dal più dotto dei faqîh, cioè dallo specialista della shariah - ha aperto la porta a tutti gli estremisti che, in nome della shariah, decidono della vita quotidiana della gente e delle società.

È importante non confondere e  identificare tutto l’Islam con l’islamismo, ma è anche necessario spingere i musulmani a rigettare l’islamismo come alterazione dell’Islam autentico e combattere questa tendenza invadente e violenta.

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