Centinaia di tibetani in rivolta contro lo sfruttamento di una montagna sacra
Centinaia di tibetani che vivono nella provincia di Sichuan, hanno dato vita a una sommossa per protestare contro lo sfruttamento della montagna Yala, una delle nove montagne da loro considerate sacre. Il governo ha fatto sapere che la rivolta รจ stata domata, ma otto persone sono scomparse.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Una rivolta per protestare contro lo sfruttamento della montagna Yala è stata organizzata, a fine maggio, da centinaia di tibetani. La vicenda è accaduta a fine maggio, ma la notizia è stata data solo ieri da alcuni abitanti della zona.

Durante la protesta, che si è svolta davanti un’azienda di estrazione mineraria, numerosi tibetani che vivono a Bamei - nella provincia di Sichuan - hanno contestato il governo e distrutto numerose automobili.

La montagna Yala si trova nella prateria di Tagong ed è una delle nove montagne considerate sacre dai tibetani. Secondo gli abitanti di Bamei questa montagna è sfruttata per ricavarne piombo e zinco.

Il governo ha subito cercato di sedare i moti e le autorità di Bamei hanno fatto sapere che la rivolta è stata domata. Secondo un tibetano alcune persone sarebbero state uccise, ma di ciò non sono giunte conferme. Tuttavia si sono perse le tracce di otto cittadini di Bamei che hanno avanzato una petizione al governo di Sichuan.

La rigogliosa prateria dove si trova la montagna si estende a occidente del Sichuan. Questa zona è per i tibetani la regione Kham, provincia culturale tradizionale del Tibet che si estende lungo i confini della regione autonoma del Tibet.

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