Alla Camera Usa: pochi progressi per la sicurezza in Iraq
Mentre i Rappresentanti votano per la terza volta il ritiro delle truppe Usa da Baghdad, un rapporto elenca i progressi fatti e il lungo cammino che attende ancora il governo iracheno.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – La situazione irachena rimane difficile dal punto di vista politico, militare ed economico, mentre la Camera dei rappresentanti Usa vota il ritiro delle truppe americane entro il prossimo aprile.

Ieri, poche ore prima che il Congresso votasse per il ritiro della maggior parte delle truppe dall’Iraq, il governo Usa ha presentato un bilancio sulle riforme che si stanno attuando nel Paese. Il rapporto afferma che nonostante alcuni progressi del governo di al-Maliki, la sicurezza rimane ancora “una sfida complessa e estrema”; “il quadro economico squilibrato” e la riconciliazione politica lontana. L’amministrazione accusa la Siria di fornire da 50 a 80 kamikaze al mese per attacchi terroristici di al Qaeda, e l’Iran di finanziare i gruppi estremisti.

Il rapporto prevede “duri combattimenti” durante l’estate, mentre le forze Usa e irachene “cercano di avanzare dopo i primi successi, mettendo le basi per una stabilizzazione a lungo termine”.

È la terza volta che la Camera ha votato per la fine del coinvolgimento Usa in Iraq. Ma il presidente Bush ha sempre minacciato di porre il veto sulle direttive che, per essere effettive, devono essere votate insieme dalla Camera e dal Senato.

Il rapporto presentato ieri afferma che in base a un programma stabilito mesi fa con il governo irakeno, su 8 punti vi è stato un buon progresso; altri 8 sono considerati “insoddisfacenti”; 2 hanno valutazioni “miste”.

Fra gli aspetti “soddisfacenti” vi è:

-         l’addestramento di brigate irachene per operazioni di sicurezza e per punti di controllo misti (Usa-Iraq) a Baghdad;

-         verifica che il piano di sicurezza non permetta il nascondimento di fuorilegge;

-         stanziamento di 10 miliardi di dollari Usa a ministri e province per la ricostruzione.

Gli aspetti “insoddisfacenti” riguardano:

-         l’aumento di forze di sicurezza irachene capaci di operare in modo indipendente e di far rispettare la legge in modo equo;

-         completare una legge per condividere i proventi delle risorse energetiche fra tutti i cittadini;

-         un programma di amnistia per chi ha combattuto contro i governo, dopo Saddam Hussein, varando un programma di disarmo delle milizie, oltre a una legge per le elezioni provinciali;

Fra i progressi “misti” si ricorda un certo positivo progresso nel ridurre le violenze etnico-religiose, sebbene non vi siano miglioramenti nell’eliminare le milizie locali.