22/06/2021, 12.24
VATICANO
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​Papa: noi anziani ancora possiamo annunciare il Vangelo e dare ai giovani i nostri sogni

Messaggio di Francesco per la I Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Sono i giovani a poter portare avanti i sogni di giustizia, di pace, di solidarietà degli anziani. Indulgenza plenaria ai fedeli che nella Giornata “dedicheranno del tempo adeguato a visitare in presenza o virtualmente i fratelli anziani bisognosi o in difficoltà”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – I nonni, e in genere gli anziani, hanno ancora la possibilità di svolgere un ruolo importante nella società, come testimonia, in prima persona, papa Francesco, chiamato a divenire vescovo di Roma “quando avevo raggiunto, per così dire, l’età della pensione e già immaginavo di non poter più fare molto di nuovo”. Lo si legge nel messaggio del Papa per la I Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si celebra la quarta domenica di luglio – quest’anno il 25 luglio - sul tema ‘Io sono con te tutti i giorni’ (cfr Mt 28,20), pubblicato oggi.

La pandemia, scrive Francesco che si rivolge direttamente a chi è anziano, è stata “una dura prova che si è abbattuta sulla vita di ciascuno, ma che a noi anziani ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro”, fatto di malattia, di morte, di solitudine. Ma come è accaduto a Gioacchino – nonno di Gesù – il Signore manda un angelo a consolare. “Alcune volte essi avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile”. “Il Signore, però, ci invia i suoi messaggeri anche attraverso la Parola di Dio, che Egli mai fa mancare alla nostra vita. Leggiamo ogni giorno una pagina del Vangelo, preghiamo con i Salmi, leggiamo i Profeti! Rimarremo commossi della fedeltà del Signore. La Scrittura ci aiuterà anche a comprendere quello che il Signore chiede alla nostra vita oggi. Egli, infatti, manda gli operai nella sua vigna ad ogni ora del giorno (cfr Mt 20,1-16), in ogni stagione della vita”.

E il Signore, “che non va mai in pensione”, ha chiesto ai discepoli di battezzare e diffondere il Vangelo. Riguarda anche gli anziani, la vocazione dei quali è “custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli”

“Nessuno si salva da solo. Debitori gli uni degli altri. Fratelli tutti. In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata”.

“Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera”.

“Il futuro del mondo è in questa alleanza tra i giovani e gli anziani”. Sono i giovani a poter portare avanti i sogni di giustizia, di pace, di solidarietà degli anziani. Qui “risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro”. È necessaria la testimonianza. “I sogni sono, per questo, intrecciati con la memoria. Penso a quanto è preziosa quella dolorosa della guerra e a quanto da essa le nuove generazioni possono imparare sul valore della pace. E sei tu a trasmettere questo, che hai vissuto il dolore delle guerre. Ricordare è una vera e propria missione di ogni anziano: la memoria, e portare la memoria agli altri”. “Penso anche ai miei nonni e a quanti di voi hanno dovuto emigrare e sanno quanto è faticoso lasciare la propria casa, come fanno ancora oggi in tanti alla ricerca di un futuro. Alcuni di loro, forse, li abbiamo accanto e si prendono cura di noi. Questa memoria può aiutare a costruire un mondo più umano, più accogliente. Ma senza la memoria non si può costruire; senza delle fondamenta tu mai costruirai una casa. Mai. E le fondamenta della vita sono la memoria”.

“Infine la preghiera. Come ha detto una volta il mio predecessore, Papa Benedetto, santo anziano che continua a pregare e a lavorare per la Chiesa, disse così: «La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti». Questo lo ha detto quasi alla fine del suo pontificato, nel 2012. È bello. La tua preghiera è una risorsa preziosissima: è un polmone di cui la Chiesa e il mondo non possono privarsi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 262). Soprattutto in questo tempo così difficile per l’umanità, mentre stiamo attraversando, tutti sulla stessa barca, il mare tempestoso della pandemia, la tua intercessione per il mondo e per la Chiesa non è vana, ma indica a tutti la serena fiducia di un approdo”.

Oggi è stato pubblicato anche un decreto della Penitenzieria apostolica la quale concede l'Indulgenza plenaria ai fedeli che nella Giornata “dedicheranno del tempo adeguato a visitare in presenza o virtualmente i fratelli anziani bisognosi o in difficoltà (come i malati, gli abbandonati, i disabili e simili)” e agli anziani “malati e tutti coloro che, impossibilitati di uscire dalla propria casa per grave motivo, si uniranno spiritualmente alle funzioni sacre della Giornata mondiale”.

Da oggi, infine, ha riferito Vittorio Scelzo, incaricato per la pastorale degli anziani del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita; alla presentazione del documento, sul sito www.amorislaetitia.va ci sono il messaggio del Papa, “sia in video che in una versione semplice da stampare e consegnare agli anziani”, “la preghiera composta per l'occasione, alcuni suggerimenti pastorali su come celebrare la Giornata, un sussidio liturgico e una raccolta delle parole del Santo Padre sugli anziani”. (FP)

Il videomessaggio può essere scaricato qui:
https://wetransfer.com/downloads/6d782f7a3db116850e7be83b20e6b8d820210621065719/9b212f75ac0ea3edca9a0c63faf45f8a20210621065719/56ee75

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