27/06/2019, 12.52
VATICANO
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​Papa: la ‘mancanza di compassione’ causa fame e incremento delle migrazioni

Ricevendo i  partecipanti alla 41ma conferenza generale della Fao, Francesco ha sottolineato che “l’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni ci ha dimostrato che il problema di un Paese è il problema di tutta la famiglia umana”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – All’origine della “tragedia della fame” che è causa anche dell’incremento delle migrazioni, ci sono “mancanza di compassione”, “disinteresse di molti” e “scarsa volontà sociale e politica al momento di rispondere agli obblighi internazionali”. L’ha sottolineato papa Francesco nel discorso rivolto ai partecipanti alla 41ma conferenza generale della Fao, ricevuti stamattina.

Il Papa ha sottolineato che l’obiettivo “fame zero” nel mondo e la lotta per l’accesso all’acqua potabile, malgrado i progressi che sono stati fatti negli ultimi decenni, “rimane una grande sfida”.

“La mancanza di cibo e di acqua – ha osservato - non è una questione interna ed esclusiva dei paesi più poveri e fragili, ma riguarda ognuno di noi, perché tutti, con il nostro atteggiamento, partecipiamo in un modo o nell’altro, favorendo o frenando la sofferenza di molti nostri fratelli. Siamo tutti chiamati ad ascoltare il grido disperato dei nostri fratelli e ad adottare ogni misura affinché possano vivere vedendo rispettati i loro diritti più fondamentali”.

Francesco ha poi evidenziato la connessione esistente tra instabilità ambientale, insicurezza del cibo e flussi migratori. “L’aumento del numero di rifugiati nel mondo durante gli ultimi anni ci ha dimostrato che il problema di un Paese è il problema di tutta la famiglia umana. È necessario pertanto promuovere uno sviluppo agricolo nelle regioni più vulnerabili, rafforzando la resilienza e la sostenibilità del territorio. Ciò si otterrà soltanto, da una parte, investendo e sviluppando tecnologie e, dall’altra, ideando politiche innovative e solidali per lo sviluppo”.

In tale campo è importante il ruolo della Fao e delle organizzazioni internazionali, “attori idonei a coordinare le misure perentorie e incisive che assicurino a tutti, e in particolare ai più poveri, l’accesso ai beni essenziali”. Evidente, quindi, la necessità che a tali organismi i governi diano sostegno, come fa la Santa Sede, “appoggiando lo sforzo internazionale verso l’eliminazione della fame nel mondo”.

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