29/02/2012, 00.00
CINA
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A breve l'Assemblea nazionale del popolo... Cioè: dei miliardari comunisti

di Wang Zhicheng
Fra i delegati vi sono il secondo uomo più ricco della Cina, Zong Qinghou, con una ricchezza di 8 miliardi di euro, e la donna più ricca, Wu Yajun, con 5 miliardi di euro. Il reddito medio di un cinese è circa 1800 euro all'anno. L'Anp vara leggi sul lavoro, l'inquinamento, contro gli espropri, ma non si preoccupa di attuarle e difende i suoi membri dall'essere perseguiti dalla giustizia. Di fronte alle rivolte sociali Wen Jiabao chiede riforme politiche, ma la risposta più facile è la crescita del controllo, anche con un consistente incremento del budget dell'esercito.

Pechino (AsiaNews) - Il prossimo 5 marzo si apre nella capitale l'Assemblea nazionale del popolo (Anp), il parlamento cinese che si raduna una volta all'anno. I giganteschi incontri fra 3mila rappresentanti nella Grande sala del popolo a piazza Tiananmen sono spesso considerati inutili perché l'Anp approva sempre e soltanto quanto ha già deciso il Politburo. Eppure anno dopo anno è ormai evidente che l'Anp ha una politica effettiva. Unico neo: non è proprio a favore "del popolo", ma dei suoi componenti, e cioè per i più crassi miliardari del Paese.

Secondo l'agenzia Hurun, che misura il benessere della nazione, i 70 delegati più ricchi dell'Anp dispongono di una ricchezza pari a 565,8 miliardi di yuan (circa 90 miliardi di euro).  Lo scorso anno, i 70 nababbi hanno accresciuto i loro introiti di ben 72,5 miliardi di yuan (circa 8,6 miliardi di euro). Fra essi vi è Zong Qinghou, presidente del gruppo Wahaha, produttore e distributore di bevande, che permette al membro dell'Anp  di gestire una ricchezza di 68 miliardi di yuan (circa 8 miliardi di euro). Egli è il secondo uomo più ricco della Cina. Anche la signora Wu Yajun, presidente della Longfor Properties, può contare su finanze personali e familiari di 42 miliardi di yuan (circa 5 miliardi di euro)e garantirsi il primato di donna più ricca del Paese.

Se si calcola che il reddito medio di un cinese si aggira sui 15mila yuan all'anno (circa 1800 euro) e si paragona tale dato con le ricchezze dei delegati dell'Anp, si comprende perché nel Paese vi è una grande frustrazione per l'enorme abisso che divide i ricchi e i poveri.

La frustrazione non viene dall'invidia, ma dal senso di ingiustizia: i cinesi si vedono davanti un Paese che diviene sempre più ricco, ma di cui non ricevono alcun dividendo; le loro terre vengono derubate per far posto a speculazioni edilizie o capannoni industriali; i loro fiumi e laghi sono inquinati al 70%; l'atmosfera è sempre più irrespirabile producendo mezzo milione di morti all'anno per malattie respiratorie.

Tutto questo avviene proprio grazie all'Anp, che anche se vara delle leggi, funge da ombrello protettivo e frena la magistratura nel tentativo (ipotetico) di perseguire i suoi delegati.

Qualche esempio: dal 2008 è stata varata una legge sul lavoro che obbliga le ditte a stilare contratti di lavoro e aumentare la paga minima, in cui è prevista anche una quota per la pensione e la sanità. Ma la sua attuazione viene ritardata. Dal 2006 si è deciso di far rendere responsabili le industrie per l'inquinamento che esse provocano, ma nulla si è visto: l'aria è irrespirabile come sempre e migliaia di bambini vengono ogni anno avvelenati dal piombo o dal cadmio.

Nel 2000 è stato Jiang Zemin a stilare la teoria delle "tre rappresentanze"  secondo cui il Partito comunista deve essere espressione delle "forze produttive avanzate, le forze culturali avanzate, gli interessi della grande maggioranza". Grazie a questo gioco di prestigio, i capitalisti sono entrati nel Partito e l'ideologia comunista si è sposata in pieno con il capitalismo più selvaggio, a cui lo Stato dà una mano potente. In un commento rilasciato a Bloomberg, Bruce Jacobs, professore di lingue asiatiche a Melbourne, spiega: "La prevalenza di miliardari nell'Anp mostra la calda relazione fra i ricchi e il Partito comunista. A tutti i livelli del sistema sembrano esserci autorità locali che alleati con gli imprenditori, si arricchiscono. Questo ha portato a molte manifestazioni".

Secondo le cifre del ministero della sicurezza nel 2010 vi sono state almeno 180 mila "incidenti di massa", ossia rivolte, scioperi, scontri con polizia e autorità, con morti e feriti da entrambe le parti.

Alla prossima Anp, ci saranno due modi per affrontare il problema delle rivolte sociali. Uno è quello che - quasi sottovoce - sta suggerendo da tempo il premier uscente Wen Jiabao: attuare riforme politiche, dare più voce alla popolazione, fermare gli espropri di terreni e di case a contadini e abitanti delle città. Un altro è quello che è stato usato fino ad ora: aumentare il controllo.

Allo studio vi sono più controlli su internet e twitter, per bloccare sul nascere ogni parvenza di "rivoluzione araba" in Cina. In più vi è il potenziamento del budget per l'esercito. Secondo il gruppo di ricerca Ihs, entro il 2015 il bilancio dell'Esercito per la liberazione del popolo verrà raddoppiato rispetto al 2010 e da raggiungerà la considerevole cifra di 1500 miliardi di yuan (circa 178 miliardi di euro).

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