07/04/2011, 00.00
CINA
Invia ad un amico

Ai Weiwei imprigionato per “crimini economici”

È la prima dichiarazione pubblica delle autorità dopo l’arresto dell’artista. Ai ha difeso le famiglie dei bambini uccisi nel terremoto del Sichuan; le madri dei bambini uccisi dal latte alla melamina; luoghi storici espropriati e distrutti dai piani urbanistici. Ora lo si vuole condannare come un criminale comune. La moglie Lu Qing non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – L’agenzia statale Xinhua ha diramato oggi un dispaccio secondo cui l’artista Ai Weiwei, sempre molto critico del governo cinese, è sotto inchiesta per “sospetti crimini economici”. Ai, un artista noto in tutto il mondo, è stato bloccato il 3 aprile scorso mentre si imbarcava su un aereo per Hong Kong. In tutti questi giorni il governo non aveva mai dato alcuna notizia su di lui. L’accusa di “crimini economici” è la prima dichiarazione pubblica sulla sua sorte.
 
La moglie di Ai Weiwei, Lu Qing, ha dichiarato di non aver avuto ancora alcuna informazione ufficiale. Subito dopo il suo arresto, almeno 40 poliziotti sono penetrati nella casa dell’artista sequestrando computer e soldi.
 
Sttai Uniti, Eu e organizzazioni internazionali per i diritti umani chiedono la scarcerazione dell’artista e accusano la Cina di voler condannare Ai come un comune criminale, nascondendo i motivi politici dietro all’arresto. In passato anche Wei Jingsheng, il “padre della democrazia” in Cina, è stato condannato per illegalità finanziarie.
 
Ai è stato sempre critico verso il governo e il partito comunista cinese. È fra gli ideatori dello stadio Nido d’uccello”, una delle opere più gloriose delle Olimpiadi di Pechino. Ciò non lo ha fermato nelle pesanti accuse contro Pechino, le sue censure e la corruzione, difendendo i terremotati del Sichuan e i bambini uccisi sotto il crollo delle scuole, le madri dei bambini uccisi dal latte alla melamina, luoghi storici soggetti alla distruzione dai ciechi piani economici.
 
Il suo arresto avviene in un momento di grande tensione nel Paese. In seguito alla “rivoluzione dei gelsomini” che sta scuotendo il Nordafrica e il Medio oriente, la polizia cinese sta effettuando centinaia di arresti contro avvocati, attivisti e portatori di petizioni, rei di denunciare ingiustizie e corruzioni nel sistema e di apprezzare i moti democratici in Medio oriente.
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Morti tre bambini per latte contenente nitrito
08/04/2011
Parla del figlio morto con il latte alla melamina: un anno di lavori forzati
07/07/2010
La polizia cerca le prove di un complotto antistatale di dissidenti e attivisti
12/04/2011
Anche il Nepal mette al bando latte e prodotti caseari cinesi
20/10/2008
Pechino non risponde alle proteste su Ai Weiwei e continua ad arrestare dissidenti
06/04/2011


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”